Ma Dio non ha paura del dissenso, delle idee, del pensiero libero, della Poesia. Sono scintille di intelligenza con cui eventualmente confrontarsi per amore della verità. Putin, il novello Dio russo, ha la certezza delle sue presunte verità, della sua cecità etica, della difesa del suo potere, ottenuto a prezzi altissimi di brogli e vite umane. Si direbbe che il dissenso nei confronti del suo regime possa minare i piedi di argilla con cui ha costruito il suo impero. Codardo e imbavagliato da mani sporche di sangue e non solo dei morti uccisi in una inutile guerra, ma anche dagli “eserciti” che razionalizzano con il loro “canto” l’ipocrisia delle sue intenzioni.

E l’ultima zampata irrazionale è l’arresto e la condanna di due poeti, imprigionati per le loro riflessioni. Siamo alle purghe staliniane, al gulag per i dissidenti? Ecco il comunismo che si ripropone manipolando il pensiero libero, atrocemente disumano.
Un tribunale di Mosca ha condannato a lunghe pene detentive due poeti russi che avevano preso parte a una lettura pubblica contro il conflitto in Ucraina. I sostenitori di Artyom Kamardin e Yegor Shtovba hanno gridato “Vergogna!” riporta l’agenzia Afp presente all’udienza. La corte ritiene che i due abbiano incitato all’odio e incoraggiato attività che minacciano la sicurezza dello Stato leggendo poesie contro l’invasione dell’Ucraina
Ha scritto Kamardin
IL REGIME CADRÀ SOLO SOTTO IL SUO STESSO PESO
Il regime cadrà solo sotto il suo stesso peso,
seppellendo sotto di sé centinaia di migliaia.
A giudicare dalle crepe nelle volte,
il suo ingombrante e cupo edificio
non durerà a lungo.
“Dai la caccia alle puttane che sentono la libertà!
Sparagli contro e uccidi le loro illusioni!”
Nel terzo dipartimento lavoreranno giorno e notte
nel tentativo di capire
quanto siamo persone affidabili per te.
Per ciascuno
verrà redatto un dossier – Almeno dieci pagine.
E poi, sotto il peso colossale dell’archivio con i dati personali;
l’antico carcere crollerà.
Le piazze saranno inondate di curiosi,
Nei loro sguardi tristi
ci sarà l’incomprensione
E la vecchia malinconia russa.
“Non sono un eroe e andare in prigione per quello che penso non ha mai fatto parte dei miei piani”, ha detto secondo Afp Artyom Kamardin alla corte nel suo discorso finale, pubblicato su Telegram dai suoi sostenitori. Implorando il giudice di lasciarlo “tornare a casa”, ha promesso in cambio di mantenere le distanze da qualsiasi “argomento delicato”. Artyom Kamardin è stato condannato a sette anni di prigione e Yegor Shtovba a cinque anni e sei mesi.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano