Il commento di Luciano: anticipi della 7a giornata di serie A

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Buona domenica ai lettori, al via la settima giornata di serie A, con tre anticipi che interessano 3 delle big attuali.

Inizia il Napoli a Lecce, affrontando la squadra locale reduce dalla prima sconfitta in campionato contro la Juventus. La squadra di D’Aversa scende subito in forze nell’area napoletana, e Strefezza viene anticipato da Natan un attimo prima di una conclusione che poteva essere fatale al Napoli. Faticano gli azzurri (oggi in maglia bianca) a contenere la frizzante squadra leccese, ma alla prima occasione su calcio piazzato vanno a bersaglio con Østigard, che sfrutta un ottimo invito sulla battuta di Zielinski. Il Lecce si ritrae, mostrando di aver accusato il colpo ma col passare dei minuti torna a farsi sotto. Al 32′ Pongracic si rende protagonista di un grande stop in area di rigore, ma poi calcia alto e spreca una buona occasione per il pareggio.

Ad inizio ripresa, Garcia sostituisce Simeone, ammonito, e manda in campo Osimhen. La sua presenza impiega appena 5 minuti a farsi palpabile: perde palla RamadaniOsimhen consegna a Kvaratskhelia, che si fa tutto il campo e pennella un cross perfetto sulla testa del nigeriano, per il raddoppio del Napoli al 51′.

5 minuti più tardi potrebbe accorciare le distanze il Lecce con Strefezza, che ha insaccato dopo una papera di Meret, ma Krstovic che l’ha servito aveva commesso un fallo di mano. Pairetto se ne avvede e annulla. Sostituzioni, entrano Politano e Raspadori per il Napoli (fuori Khvaratskhelia e Lindstrom), e il Lecce ne cambia 4, tra cui anche l’ottimo Strefezza per Piccoli, che si fa subito notare con un colpo di testa sull’esterno della rete del Napoli. All’83 esce anche Zielinski ed entra Gaetano, esordiente in serie A, che festeggia nel giro di pochi minuti il suo primo gol su assist di Politano e porta il Napoli sul 3-0. E in pieno recupero (+5) , ancora lui, viene fermato fallosamente in area e guadagna anche il calcio di rigore che batte Politano, chiudendo la partita con una quaterna secca. Napoli già tornato sul binario giusto, per il Lecce è la fine di un sogno di grandezza.

Milan-Lazio 2-0, gol di Pulisic

Alle 18 è il turno del Milan, a S.Siro contro un avversario sempre ostico come la Lazio di Sarri che, oltretutto, viene da una serie nebulosa, interrotta solo nel turno precedente con la vittoria contro il Torino. Ma la batosta del derby era proprio necessaria per far girare questo Milan? Forse sì forse no, fatto sta che gli uomini di Pioli sono rinati dopo la “manita” incassata dai nerazzurri, e ora possono festeggiare il quarto risultato utile consecutivo tra campionato e Champions. E lo fanno abbattendo con aggressività e prepotenza una diretta concorrente, la Lazio di Maurizio Sarri, sul risultato di 2-0. Nel ventre incandescente di San Siro decidono le zampate di Pulisic al 60’ e di Okafor all’89’, entrambe innescate da due assist preziosi di Leao. Serviva il battesimo di una big per legittimare la vetta della classifica per il Diavolo, che ora mette pressione proprio ai cugini nerazzurri, obbligati a vincere a stretto giro di posta nel match dell’Arechi. Uno scenario difficilmente pronosticabile dopo il fragoroso 5-1 di due settimane fa, ma l’Inter che è scesa in campo per ultima, a Salerno, non è stata certo a contemplare i successi altrui.

Infatti, se obbligo c’era, gli uomini di Inzaghi partiti in formazione quasi “sperimentale” (causa infortuni) con Sanchez a far coppia con Thuram, con Klaassen all’esordio a S.Siro al posto di Bastoni, e con Carlos Augusto a far riposare Dimarco, lo assolvono lasciando presagire un’accelerazione dopo un primo tempo concluso sullo 0-0, non senza occasioni ma con una certa resistenza della Salernitana, pronta sempre ai raddoppi in marcatura su Barella e Calhanoglu, per spegnere le fonti del gioco nerazzurro con un pressing alto. Inzaghi, dopo aver assistito ad una prestazione di movimento ma poco incisiva di Sanchez, muove le pedine sulla scacchiera e inserisce forze fresche facendo riposare gli uscenti Klaassen, Calhanoglu e Sanchez. Le cose cambiano rapidamente, l’Inter prende in mano il gioco e tra chi entra c’è qualcuno a cui prudono i piedi: Lautaro, impiega 7 minuti per far capire alla Salernitana che la musica deve cambiare, e in mezz’ora spacca tutto.

Salernitana-Inter 0-4, con un poker di Lautaro Martinez

Inizia al 62′, su assist al bacio di Thuram insacca anticipando difensore e portiere dei granata con uno scavetto prezioso: gol da cavallo di razza, Inter avanti 1-0. Ma subito un brivido per i nerazzurri, al 66′ Legowski ruba palla, scambia con Martegani e segna. Ma il polacco era in fuorigioco sul contropiede, check VAR e si torna sullo 0-1. Scampato pericolo, l’Inter riparte a scacciare i fantasmi e vuole chiuderla. Passano altri 10′ e al 77′ ci pensa ancora lui, il Toro argentino: palla recuperata da Dumfries su Bradaric, traversone di Barella e girata a centro area del Toro che piega le mani di Ochoa, raddoppio e sollievo per Inzaghi. Ma il Toro non si accontenta, all’85’ è Thuram a procurare un calcio di rigore facendosi abbattere in area da Lovato al momento del tiro (che poteva essere il suo gol personale), e Lautaro abbranca il pallone piazzandolo sul dischetto. Il Toro non sbaglia, calcia centrale basso mentre Ochoa si butta, e sono 3. Finita? Virtualmente si, ma non ancora di fatto per lo scatenato capitano nerazzurro. Stavolta l’assist è di Carlos Augusto, ma lo schema non cambia: cross basso e girata a centro area che batte per la quarta volta lo sconsolato portiere messicano. Ed è ovviamente lui, Lautaro, che oltre a portarsi a casa il pallone della tripletta fatta quaterna, diventa il primo di sempre a segnarne quattro in una partita di Serie A da subentrato, e si erge a capocannoniere principe in serie A con 9 centri in 7 partite. Alla faccia della stanchezza: i nerazzurri restano in vetta insieme al Milan e ritrovano l’entusiasmo, prima del secondo impegno di Champions contro il Benfica.

E’ tutto per il sabato, a domani per altri 4 incontri della domenica: Bologna-Empoli, Udinese-Genoa, Atalanta-Juventus e Roma-Frosinone.

In coda lunedì gli ultimi 3, Torino-Verona, Sassuolo-Monza e Fiorentina-Cagliari.

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