Il monito di Tajani sul Pnrr “Serve flessibilità dalla Commissione Ue”.

Economia e Politica

In audizione a commissioni riunite, Antonio Tajani ha delineato le tre “stelle polari” della sua azione come ministro degli Esteri: Europa, Nato e multilateralismo

Antonio Tajani, in audizione alle commissioni riunite di Camera e Senato, ha esposto le linee programmatiche del suo ministero, indicando i punti cardine della sua missione alla Farnesina. Il Pnrr, ma anche il ruolo dell’Italia nel mondo e, in particolare, nei rapporti con gli Alleati, sono stati al centro dell’esposizione di Antonio Tajani, che ha ribadito i pilastri della politica Estera italiana: Europa, Nato e multilateralismo.

Pnrr e patto di Stabilità

Il ministro degli Esteri ci ha tenuto a sottolineare che “sul Pnrr bisogna utilizzare una certa flessibilità, bisogna che la commissione Ue si renda conto che si possono aggiustare alcuni progetti“. Una linea che il governo persegue fin dal suo insediamento a fronte degli stravolgimenti che si sono susseguiti nel mondo nell’ultimo anno e che hanno portato a un incremento esponenziale dei costi di attuazione.

Vogliamo impiegare i fondi nei tempi precisi ma servono aggiustamenti che tengano conto dell’aumento del costo dell’energia e delle materie prime“, ha spiegato Tajani, rassicurando che il governo punta alla flessibilità e non agli stravolgimenti. Inoltre, il titolare della Farnesina ha mostrato scetticismo sulla riforma del patto di Stabilità proposto dalla Commissione europea, che vede “luci e ombre“. Tajani ha evidenziato che “ci si può lavorare sulla proposta ma bisogna vedere se la situazione economica lo consentirà“, quindi “se provvedere alla riforma o se prorogare di 6 mesi o un anno la sospensione del patto di Stabilità“.

Il ruolo dell’Italia

In qualità di ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha ribadito quanto già esposto dal presidente del Consiglio, ossia la volontà di avere “un’Italia più protagonista nel mondo, puntando sulle stelle polari dell’Europa, dell’Alleanza atlantica e del multipolarismo: sono questi i tre aspetti fondamentali della nostra politica estera“. E proprio perché “siamo europeisti convinti vogliamo più Europa nel mondo e più in Italia in Europa“.

Questi, ha proseguito il ministro, “sono i tre aspetti fondamentali della nostra politica estera“. Un punto fermo nel lavoro di Antonio Tajani alla Farnesina, per fare in modo che “l’Europa affronti grandi questioni“, perché “il parlamento europeo deve contare di più“. Ed è anche per questo motivo che, come ha sottolineato Antonio Tajani, c’è bisogno di “ruolo più forte della nostra rappresentanza a Bruxelles“. Quelle del ministro degli esteri non sono solo parole, perché come ha ricordato in audizione, il suo “primo atto di chiedere di aumentare la presenza dei diplomatici della nostra rappresentanza“.

Ucraina, Iran e Balcani

Antonio Tajani, nel corso dell’audizione ha anche rimarcato l’appoggio dell’Italia alla causa ucraina a seguito dell’invasione subita dalla Russia, come lo stesso ministro ha dichiarato anche alla conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina a Parigi. Qui, Tajani ha “ricordato quello che ha fatto l’Italia dal punto di vista del sostegno delle popolazioni civili per permettere all’Ucraina di rimettere in piedi la rete elettrica“. Dal nostro Paese, infatti, sono arrivate ingenti forniture di materiale elettrico, che sono state rese possibili anche grazie anche all’attività dei privati. “Daremo altri 10 milioni. Ho ribadito il sostegno dell’Italia all’Ucraina e l’impegno a lavorare per la pace, che non vuol dire la resa dell’Ucraina“, ha specificato Tajani.

Ovviamente, il ministro degli Esteri ha ribadito la condanna all’azione dell’Iran: “Ho detto in più occasioni che le condanne a morte sono un punto di non ritorno, ho chiesto con tutta la forza possibile ed è stato ribadito anche ieri in occasione del Cae di interrompere le condanne a morte, di interrompere ogni azione violenta per reprimere le manifestazioni di giovani e donne che chiedono solo di avere libertà“.

Sul fronte dei Balcani, che è tornata a essere un’area calda nel cuore dell’Europa dopo alcuni anni di tregua, il ministro degli Esteri ha evidenziato la necessità per l’Italia di recuperare i Balcani come “luogo di interesse prioritario” della propria politica estera, una zona la cui stabilità è strategica per l’intero continente.

Nodo immigrazione

Antonio Tajnai ha effettuato anche un passaggio sul tema dell’immigrazione, tornato a essere centrale nell’agenda europea con l’insediamento del governo Meloni. Il ministro ha allentato ulteriormente le tensioni con gli altri Paesi, sottolineando che “il governo non ha mai posto un problema Francia o Germania, ma un problema immigrazione, sia per quanto riguarda i flussi dai Balcani, sia dai Paesi africani“.

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