Il cantautore Vecchioni si è esibito in Conservatorio. «Assurdo che in una città all’avanguardia ci sia chi fa la fila per una ciotola di minestra».
«Non tante canzoni, ma una sola lunga canzone divisa in diversi momenti in una dimensione temporale verticale che rinvia al tema della gioia di vivere: la necessità di trovare l’infinito al di qua della siepe, dentro noi stessi». Così Roberto Vecchioni ha descritto al Corriere «L’Infinito», disco ispirato al capolavoro di Giacomo Leopardi.
Un concerto che il cantautore milanese ha eseguito sul palco del Conservatorio Verdi per Opera San Francesco. I fondi raccolti grazie a questa data speciale dell’Infinito Tour contribuiranno a sostenere le mense e i servizi che da oltre sessant’anni la Onlus garantisce alle persone più bisognose.
Una espressione di generosità e di condivisione che non nasconde la povertà dilagante in questa città.
«Ci sono immagini tragiche a Milano – dice Vecchioni al Corriere – di senzatetto che dormono per strada e di gente che fa la fila per una ciotola di minestra. Credo sia assurdo che in una città all’avanguardia come questa si debbano vedere scene come queste. Gran parte della mia vita l’ho passata per fare concerti a favore di qualcosa o di qualcuno. Quello che posso fare io è solo una goccia nel mare. Spero che tutte insieme, le gocce possano creare un fiume».
In tal senso terrà un concerto che metterà insieme musica, parola e immagine, tra echi letterari e riflessioni sui grandi temi dell’amore, del sogno, dell’esistenza e della felicità. Almeno a Natale è giusto dare un po’ di speranza alla gente.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845