Chi sono le vittime della strage di Ischia, vite spezzate dalla valanga di fango

Cronaca

Eleonora Sirabella, 31 anni, Francesco Monti, 11 anni, Maria Teresa Monti, 6 anni, Maurizio Scotto Di Minico, 32 anni, Giovanna Mazzella, 30 anni, Giovangiuseppe Scotto Di Minico, 22 giorni, Nikolinka Ganceva Blagova, 58 anni. 

Eleonora Sirabella

Sono i nomi delle sette vittime al momento identificate della valanga di fango e detriti partita dal Monte Epomeo che ha devastato numerose abitazioni nella parte alta del comune di Casamicciola a Ischia.

A lavoro senza soste da oltre 36 ore, i soccorritori nella giornata di domenica 27 novembre sono riusciti a recuperare i corpi senza vita di sei persone, dove l’iniziale ritrovamento nella giornata di ieri della 31enne Eleonora Sirabella , che poco prima di morire aveva telefonata al papà.

Maurizio Scotto Di Minico e la moglie Giovanna Mazzella, genitori del neonato morto dopo 22 giorni di vita

Al momento sono 5 i dispersi: all’appello mancano Gianluca Monti (di professione tassista), la moglie Valentina Castagna e il figlio 15enne Michele Monti, il compagno di Eleonora, il marittimo Salvatore Impagliazzo, e una persona la cui identità non è ancora nota. Le ricerche andranno avanti anche nel corso della notte ma con il passare delle ore le probabilità di ritrovare vive le cinque persone sono minime.

I RITROVAMENTI DI IERI – Nel corso della giornata, sono stati trovati senza vita i fratellini Francesco Monti di 11 anni e della sorella Maria Teresa di 6 anni. La bimba indossava un pigiamino rosa, ed era rifugiata sotto il suo letto. Ritrovate poi anche le salme di Maurizio Scotto Di Minico, di 32 anni, della moglie Giovanna Mazzella di 30 anni e del loro figlio Giovangiuseppe, nato lo scorso 4 novembre, appena 22 giorni fa. Marito e moglie erano titolari di un negozio di abbigliamento a Forio.

La famiglia Monti: dispersi il papà Gianluca, la moglie Valentina Castagna e il figlio Michele 15enne Michele. Ritrovati senza vita i piccoli Francesco e Maria Teresa

Il ritrovamento del neonato di 22 giorni ha colpito tutta la comunità dei vigili del fuoco” ha raccontato Emanuele Fraculli, alla guida del corpo del vigili del fuoco regionale, intervenuto in Prefettura all’aggiornamento sulla situazione delle ricerche a Casamicciola.

Tra le vittime accertate, anche Nikolinka Ganceva Blagova (nella foto a destra), 58enne di nazionalità bulgara. Il console bulgaro in Italia nel pomeriggio ha raggiunto Ischia per identificarla. Nikolinka era arrivata ad Ischia anni fa facendo la cameriera. Poi ha sposato un ristoratore che nel frattempo ha aperto un ristorante a Berlino e lei l’aveva seguito. La scorsa settimana era arrivata la notizia che era stata accettata la sua richiesta di cittadinanza italiana. Era tornata sull’isola per ritirare i documenti.

Gli sfollati sono saliti a 230, ma tutti sono stati sistemati in hotel o da amici e parenti. Tre i feriti tra cui uno grave ricoverato al Cardarelli.

ZONA ROSSA – Dopo una giornata di ricerche, aumenta anche il numero delle abitazioni coinvolte, circa 30. Dalla riunione in Prefettura è emersa prioritaria l’individuazione della zona rossa e quando sarà delimitata anche il numero degli sfollati potrebbe aumentare di nuovo.

A coordinare le operazioni sull’isola è il vice prefetto Simonetta Calcalterra, nominata dal governo commissario per l’emergenza a Ischia, per far fronte alla quale sono stati stanziati 2 milioni di euro dall’esecutivo. Nella mattinata Calcaterra, da giugno commissario prefettizio di Casamicciola, ha incontrato il presidente di Regione Campania, Vincenzo De Luca.

E proprio da De Luca arriva il monito più forte. “Non esiste l’abusivismo di necessità, esistono situazioni di necessità”, dice il governatore, convinto che “le costruzioni nelle zone fragili dal punto di vista idrogeologico vadano demolite, la gente deve capire che in alcune aree non si può abitare“, “In queste ore abbiamo registrato una doppia disgrazia : oltre alla disgrazia dei terremoti, delle valanghe d’acqua, delle valanghe di fango, abbiamo la seconda disgrazia che sono le valanghe di parole, di dichiarazioni, di protagonismi di personaggi politici che non c’entrano assolutamente niente che stanno a farsi propaganda. Però -conclude – è una liturgia quasi inevitabile questa in Italia”.

Il Riformista

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