La CNN e la cultura politica dei media

Esteri

Il titolo dell’emittente televisiva statunitense è chiaro “Meloni sta per diventare il Primo Ministro italiano più a destra dai tempi di Mussolini”. Ciò che però è altrettanto chiaro è la presenza di due gargantueschi problemi. Il primo rimanda al fatto che è tutto da dimostrare che Mussolini, socialista e direttore della testata Avanti!, fosse di destra (sul piano economico e sociale tutte le posizioni sue e del fascismo poi sono tipiche della sinistra, ovvero la presenza dello stato nell’economia e il collettivismo) mentre il secondo è che, se si vanno a controllare i dati, non è affatto vero che la Meloni potrebbe diventare la presidente del consiglio più di destra della storia repubblicana.

Nel fantastico e altrettanto ignorato mondo della politologia (eppure parliamo dell’unica disciplina che studia e analizza i fenomeni politici reali) esiste un metodo che misura le posizioni dei partiti attraverso i loro programmi elettorali, le dichiarazioni dei principali esponenti e i discorsi tenuti in parlamento. Questo sistema, che abbiamo già avuto modo di presentare, è il Comparative Manifesto Project (CMP).

Il CMP (1979) è un programma di ricerca, composto da esperti del settore, che nel corso degli anni ha analizzato e codificato più di 4000 programmi elettorali di più di 1000 partiti di 56 stati partendo dal 1945. Questo programma di ricerca misura l’enfasi attribuita dai partiti alle tematiche di policy presenti nei programmi elettorali. Il CMP ha formulato un codebook che raccoglie 56 categorie che corrispondono a specifiche issues, a loro volta raggruppate in 7 domini. Ogni programma elettorale viene manualmente codificato dividendo il testo in unità lessicali che esprimono un singolo concetto politico in un primo momento e classificando successivamente queste unità lessicali in una delle 56 categorie. L’enfasi posta dal partito è dunque rappresentata dalla frequenza relativa di ciascuna categoria. Nel 1992 Laver e Budge, combinando la salienza di alcune categorie, diedero vita alla scala RILE (Right-Left) per misurare la posizione dei singoli partiti lungo l’asse dimensionale sinistra-destra. Questa scala raccoglie 26 delle 56 categorie (13 di “destra” e 13 di “sinistra”) e la posizione del partito considerato viene successivamente calcolata come la differenza tra la somma delle frequenze relative delle 13 categorie di “destra” e la somma delle frequenze relative delle 13 categorie di “sinistra”. Ciò che si ottiene è un indice che assume valori che vanno da -100 (nel caso di un programma elettorale interamente codificato in categorie di “sinistra”) a +100 (nel caso di un programma elettorale interamente codificato in categorie di “destra”). Ovviamente questo metodo di misurazione non è esente da critiche (che sono state mosse nel corso degli anni) ma la sua copertura temporale e in termini di numero di partiti e la diffusione dei dati offerti dal CMP lo rendono una fonte d’informazione relativa alla posizione politica dei partiti ad oggi difficilmente sostituibile.

Venendo al titolo della CNN, ciò che i dati mostrano è come FDI abbia un punteggio di 15,625 (per intenderci in Forza Italia nel ’97 aveva un punteggio di 59,259) mentre il Presidente del Consiglio più a destra della storia repubblicana fu Giovanni Spadolini del Partito Repubblicano Italiano con un punteggio di 45,763. Dunque, nel caso in cui la Meloni dovesse effettivamente diventare Presidente, non sarebbe affatto la più “destrorsa” della storia repubblicana. Tra l’altro abbiamo anche De Gasperi nel ’46 con un punteggio di 29,167 (questi dati sono fruibili a tutti su internet cercando “comparative manifesto project”).

Ovviamente questo titolo della CNN non fa scalpore, dal momento che molti studi dimostrano come mediamente i giornalisti siano più a sinistra rispetto all’elettore mediano (The Worlds of Journalism Study), ma fa riflettere sulla narrazione dei media. Spesso infatti si danno patenti di “destra” e di “sinistra” senza avere la curiosità di verificare le proprie affermazioni. Poi tra l’altro l’Italia storicamente non è mai stata base operativa della destra, dove per destra si intende quella liberale (da John Locke a von Hayek, passando per John Stuart Mill) che parla di libertà economica e libertà individuale. L’Italia invece è al 57° posto su 177 nella classifica dell’Indice di Libertà Economica (The Heritage Foundation) tra Armenia e Perù che non sono paesi noti per la loro libertà economica.

Mario Spoto

1 thought on “La CNN e la cultura politica dei media

  1. Allora bisogna contestualizzare meglio: il governo più a destra nell’attuale situazione politica europea e non il governo più a destra di sempre.

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