La  realtà parallela dei putiniani

Economia e Politica
Dunque, facciamo un paio di analisi sugli ultimi sviluppi bellici. I fatti, non contestabili: una settimana fa i Russi controllavano 3000 km in più, tra cui due città, Izyum in particolare, per cui hanno combattuto per due mesi. Oggi non li controllano più. Ottimo.
Vediamo ora le più simpatiche teorie dei nostri amici figli di Putin sul perché sia avvenuto questo:
1. E’ una geniale idea di Putin: c’è un enorme piano per SACRIFICARE Donetsk e Lugansk, pur di tenere il Sud. Bellissima versione, un solo dettaglio: se al Sud Kherson non è caduta è proprio perché il grosso delle forze Ucraine era concentrato a Nord e a Est. Inoltre questo geniale piano non ha portato a un tentativo di sfondamento né a Sud né da nessun’altra parte. Il massimo che si è tentato, ieri, con oltre 38 attacchi (la maggior parte mancati) è stato colpire le infrastrutture energetiche. Il marchio della disperazione, perché rende il territorio molto più difficile da controllare, se anche lo si riuscisse a riconquistare.
2. Il circo dei numeri: letta su Twitter ieri, gli Ucraini erano 20k, hanno avuto 5k morti e 10k feriti. Putin ha dunque vinto, perché quel territorio non lo terranno mai. Prima considerazione: con i Russi in ritirata, chi si è fermato a contare i morti? Seconda considerazione: dopo aver abbattuto il 75% dei soldati Ucraini cosa impediva ai Russi di tornare indietro e riprendersi Kharkiv? Terza considerazione: se hai abbattuto i tre quarti della forza di assalto e gli ultimi 5 mila ti mettono in fuga… tu, un po’ di paura di questi cyborg non la provi? Io dico di sì, altrimenti perché scappare? In sostanza la spiegazione più idiota della storia: non solo inventi numeri incredibili, ma dai una versione che rafforza ulteriormente il nemico.
3. Quello che fanno le persone furbe: parlare d’altro. Come dicono anche gli Americani è troppo presto per parlare di disfatta Russa, quindi, a stare zitti, si rischia di tornare ad avere ragione un giorno. Io non credo che avverrà, ma è sicuramente sinonimo di intelligenza.
Per chiudere tre fatti a margine che complicano ancora di più il quadro:
a. Ad agosto la Russia si è mangiata molto del margine che aveva avuto nei primi mesi dell’anno sulle esportazioni di gas e petrolio. Il giochino del ricatto energetico non sta funzionando, da qualsiasi punto lo si guardi. E di sicuro non può durare fino all’inverno.
b. Si è riacceso lo scontro tra Armenia e Azerbaigian, con l’esercito azero che sta colpendo anche aree esterne al Nagorno Karabach. Yerevan ha chiesto aiuto militare a Putin, che dovrebbe scontrarsi per interposta persona con l’unico membro Nato che gli faccia da sponda, la Turchia. Cosa che, a tutta evidenza, oggi è molto complessa. Fulgido esempio di costi impliciti della guerra in Ucraina che Mosca sta pagando e che non si sa ancora quanto potrà reggere.
c. Pechino prima o poi incasserà la cambiale politica del suo sostegno. E quel giorno l’amico Vladimir dovrà purtroppo rinunciare al tè. E alle finestre.
In tutto questo, l’unica speranza di Putin è un crollo nel fronte dei paesi sostenitori dell’Ucraina. Noi siamo tra i più vulnerabili. E questo spiega, se mai ce ne fosse bisogno, il perché proliferino teorie come quelle esposte sopra.

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