Il verde di Milano soffre per la demagogia del Sindaco sull’acqua

Fabrizio c'è Milano

I prati di Milano sono giallo/bruciati in maniera desolante. Molti cittadini ricorrono ad innaffiare direttamente le piante dei giardini pubblici. Il Sindaco Sala e i suoi Assessori non hanno ancora corretto la clamorosa topica in materia di acqua e servizio idrico: il divieto di innaffiare parchi pubblici e di far funzionare le fontane. Se cambiassero l’ordinanza  però dovrebbero ammettere di non conoscere una cippa di gestione delle acque  e di ambiente.

Come ricorderete appena sui giornali è esploso  il tema “ siccità” è partita la gara a chi era il più green del reame. Beppe Sala ha bruciato tutti: la sua ordinanza comunale non si limitava a dire consumate meno acqua, roba di buon senso anche se non originale. No, Beppe Sala ha ordinato di fermare l’irrigazione dei parchi pubblici e delle fontane perché bisognava risparmiare acqua da indirizzare agli agricoltori e poi per evitare scenari da razionamento. Caspita che visione Green, roba da Nobel per l’ambiente.

Si trattava non di una ordinanza basata su dati scientifici ma sul solito pressappochismo delle giunte milanesi: facciamo vedere che facciamo qualcosa, diamo un segnale che siamo più sostenibili e verdi di tutti. A parole. Infatti i campi agricoli a sud di Milano non si nutrono dell’acqua dell’acquedotto civico ma dell’acqua dei fiumi, dei canali , dei fontanili e dell’acqua depurata dai 3 depuratori di Milano. L’acqua che usiamo in città è prelevata dalla falda profonda attraverso numerosi pozzi e resa potabile dal servizio idrico gestito da MM che è società comunale. Ergo l’acqua risparmiata in città non finisce nei campi agricoli. Si aggiunga che la maggior parte delle fontane decorative sono a ricircolo e non sprecano acqua. Sentite cosa dice il Direttore Generale del servizio idrico di Milano l’ingegner Fabio Marelli, dirigente inascoltato dello stesso Sala.” il problema dell’approvvigionamento non riguarda il capoluogo né i 133 comuni della città metropolitana. Anzi, al contrario, “la situazione è sotto controllo. L’acquedotto si rifornisce dalla seconda falda, che è un serbatoio d’acqua molto grande, alimentato dal Ticino, dalle Prealpi e dall’Adda”. In realtà, il direttore spiega come la falda sia più che ottima, trovandosi “al livello più alto che si sia mai verificato dagli anni ’70 ad oggi. I prelievi industriali sono diminuiti e negli ultimi 40 anni la falda si sta riportando alla situazione che c’era tra fine ‘800 e inizi del ‘900. C’è molta acqua, Milano ne ha un surplus perché è nata in mezzo ai fiumi e ai fontanili”.

A ciò, si aggiunge pure uno studio del Politecnico di Milano. L’università ha certificato, infatti, che pure nelle ipotesi più disastrose a livello ambientale e di siccità, il capoluogo lombardo non avrà problemi di acqua potabile da qui al 2050.

L’ordinanza di Beppe Sala non è seria ma i suoi effetti sono gravi. I giardini pubblici, del cui effetto temperante con un clima così ci sarebbe estremo bisogno, sono gialli e secchi. Molte piante, frutto di investimenti secolari nel verde pubblico milanese, stanno morendo. Le imprese che dovrebbero manutenerle hanno l’ordine del Sindaco di non innaffiare i parchi pubblici. La demagogia verde rende la città meno salubre, danneggia il microclima vicino ai parchi e purtroppo non evita la siccità patita dagli agricoltori. Una minchiata del genere, l’avesse fatta un esponente di centrodestra, sarebbe perculato da tutti i comici d’Italia. Aspettiamo che Sala cambi l’ordinanza o almeno che piova.

3 thoughts on “Il verde di Milano soffre per la demagogia del Sindaco sull’acqua

  1. Il Sindaco ha evidentemente poca dimestichezza con le pompe.
    In periodi come questo, può essere un problema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.