Quale logica nelle dichiarazioni di Sala? Forse che siano preparative ad altre speculazioni immobiliari?

Milano

Paolino Casamari su chiede quale logica Sala usi nel lamentarsi del buco nelle casse del Comune

“È molto difficile seguire la logica delle dichiarazioni del Sindaco e della sua Giunta.  Prendete il grido di allarme di questo giorni sul fatto che mancano 200 milioni al bilancio comunale.  Ad aprile 2021 venne approvato il bilancio consuntivo del 2020 (piena pandemia) con un avanzo lordo di 548,25 milioni di euro: “Al netto dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità di 246,5 milioni di euro e delle altre quote che confluiscono in avanzo accantonato e vincolato, la parte corrente registra un avanzo finale di 189,37 milioni di euro.” 

Poi a luglio 2021, prima delle elezioni, venne fatta una variazione di bilancio 2021 “l’equilibrio di parte corrente è stato raggiunto grazie all’ottenimento di maggiori entrate, parte delle quali rappresentate dall’avanzo di amministrazione. (100 milioni). La manovra si è resa necessaria per riequilibrare 177 milioni di euro di mancate entrate.

“La manovra appena approvata dal Consiglio – affermava l’allora assessore al Bilancio, Roberto Tasca, braccio destro e sinistro di Sala – consegna uno stato dei conti in salute e la possibilità, attraverso alcune scelte operate dalla Giunta, di accompagnare la ripartenza economica e sociale della nostra città in modo concreto e solido.” 

L’analisi è precisa e senza dietrologia

Stupisce questo grido di allarme in un Comune che fa pagare gli oneri di urbanizzazione più bassi d’Europa, che peraltro dovrebbero essere rapportati “alla valutazione del maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso. Tal maggiore valore calcolato dalla amministrazione comunale viene suddivisa in misura non inferiore al 50 per cento tra il Comune e la parte privata.”.

E stupisce tale allarme di fronte alla vendita e svendita del patrimonio comunale, praticata dal Comune e dalle sue aziende (A2A, in primis). È difficile seguire la logica di un Comune che spende soldi (1 milione di euro, attraverso una sua azienda) per inscatolare l’acqua del rubinetto e poi lancia una richiesta di aiuto.

O forse l’allarme è preparatorio alla vendita di altri beni comunali (chessò, le azioni della A2A) o alla realizzazioni di altri interventi speculativi sulle aree pubbliche (San Siro, per esempio) anche con la dismissione o demolizione di proprietà comunali, con danni economici per il Comune e ambientali per la popolazione.

Paolino Casamari (Arcipelago)

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