Quale scuola vogliamo per i nostri figli?

Economia e Politica

I recenti fatti di cronaca ci mostrano una situazione non più sotto controllo nelle scuole in cui i nostri figli si recano ogni giorno, DAD permettendo.

Sentiamo in ogni talk condanne alla professoressa che ha rimproverato la studentessa che si stava facendo un video durante le lezioni, sentiamo opinionisti invocare maggiore libertà per i giovani.

Ma quale libertà passa dal mostrarsi provocanti in un video girato durante le lezioni scolastiche? Quale follia collettiva può giustificare questo atteggiamento?

Una professoressa che si rivolge a una studentessa dicendole di coprirsi perché così sembrerebbe una della Salaria (via nota per le lucciole a Roma) potrebbe aver usato termini poco sensibili, ma vista la gravità del gesto della studentessa i toni della frase passano in secondo piano.

Personalmente più che appellativi avrei semplicemente spedito dal preside la “studentessa modello” vista “l’incredibile voglia” di partecipare alla lezione dimostrata.

Infatti fino a prova contraria a scuola:

  • non si possono fare video
  • i telefoni non possono essere usati durante le lezioni se non richiesto espressamente dal docente
  • i regolamenti scolastici prevedono un abbigliamento consono al luogo, specificando cosa sia ammesso e cosa no.

E invece in tv vediamo il linciaggio mediatico della professoressa e le giustificazioni più fantasiose per la “povera ragazzina vessata”… non stupiamoci poi delle conseguenze, le avremo volute noi.

I ragazzi fanno i ragazzi, ma se anche gli adulti fanno i ragazzi chi detta le regole? E sappiamo che senza regole vige solo la legge del più forte e i deboli subiscono senza nessuna tutela. Vogliamo questo per i nostri figli? Io no.

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