Cog e zek, la mancata gulageploitation

Sul gulag comunista c’è molta storia e letteratura, ma assai meno filmografia. A parte Gulag 77 ’85 di Young e Gulag Vorkuta 2016 di Kingsbury che riporta abusi sessuali su bambini, il già citato Ilsa, the Tigress of Siberia ’77 resta l’unica opera di gulagexploitation o comunismexploitation, che non darà origine ad alcun filone. Fa scandalo, ma non per il film, solo il recente DAU Natasha 2020 di Khrzhanovskiy (Orso d’argento di Berlino)sul reclutamento forzato, con violenze e umiliazioni, di una ragazza da parte del KGB. Lo shock è venuto dal Truman show reale messo su per realizzarlo, tre anni di full immersion nella vita sovietica ‘38 e ’68 per 400 attori non professionisti, costretti a vivere e rivivere condizioni di terrore, ristrettezze ed angherie della più grande exploitation della storia.
Riabov dell’Università di San Pietroburgo nello studio The Dehumanization of the Communist Enemy in American Cinema ripassa la visione americana di robotizzazione e di disumanizzazione del nemico russo, ora animale (The Beast of Yucca Flats ’61 di Francis, horror dello scienziato comunista divenuto bestia), ora macchina, in Silk Stockings ’57 di Mamoulian, remake of Ninotchka ’39 di Lubitsch; Red Nightmare ‘62 di Waggner (incubo su Usa sovietizzati che torna poi con Superman Red Son 2020 di Liu), The Manchurian Candidate ‘62 di
Frankenheimer (zombizzazione di un candidato presidenziale ad opera di psicologi sovietici e maoisti), poi rifatto nel 2004 da Demme. A riguardo il Nobel Krugman avrebbe definito su The New York Times, Trump il Siberian Candidate. Il robot programmato e alienato può tornare umano, dopo le cure occidentali, ma resta lo scontro tra l’uomo (che sorride) e la cupa macchina in Firefox ’82 di Eastwood, Red Dawn ‘84 di Milius, Rocky IV ’85 di Stallone, Rambo III ’88 di MacDonald; scontro che prosegue con la red menace degli alieni comunisti marziani (Invaders from Mars ’53 di Menzies, Invasion of the Body Snatchers ’56 di Siegel e I Married a Monster from Outer Space ’58 di Flower Jr.). A più spinte, durante la guerra fredda, l’uomo sovietico viene disegnato come un piccolo ingranaggio (small cog), espressione fatta propria da Schlesinger Jr. in The Vital Center The Politics of Freedom ’49 e dal fondatore dell’Fbi Hoover nel libro Masters of Deceit ’58)della grande macchina produttiva e militare russa, capace di raggiungere successi spaziali imprevisti.
Il trionfo della scienza, della tecnologia, dell’esplorazione spaziale, del controllo umano psicologico si associa, in campo conservatore, ai suoi opposti, quali la paura per l’energia nucleare, per la guerra dei mondi, per l’ipnosi, per la manipolazione dei media e per l’alienazione generalizzata. Quando irrompe il ’63 antiautoritario, le tesi sull’alienazione capitalistica di Marcuse e Reich sfondano una porta aperta, tanto più che cog è anche il costo di

produzione in termini di lavoro e capitale, di una merce; così il discorso da conservatore si ribalta in progressista. Il cog però è anche lo zek, schiavo del lavoro forzato nella denuncia dei crimini dello stalinismo raccontata dal ceco Allodole sul filo ‘69 di Menzel, distribuito nel ‘91 vincitore a Berlino, da Sta’ fermo, muori e resuscita ’90 di Kanevski, vincitore a Cannes, da Sole ingannatore ’94, premiato a Cannes ed Il sole ingannatore 2 Exodus 2010 di Mikhalkov, da Est ovest Amore libertà ’99 di Wargnier e da The Way Back 2010 di Weir.
L’accusa di idolatria per tecnologia e machine rivolta un tempo dai russi ai tedeschi nell’Alexander Nevsky ‘38 di Eisenstein si ribalta. L’orso russo diventa colpevole della disumanizzazione meccanica basata su disciplina, ordine, razionalità, puntualità, indottrinamento, partito, organizzazione totale imputata un tempo alla Germania.

Orwell voleva in 1984 comunicare questa organizzata lucida follia nelle riunioni spontanee dei due minuti d’odio per il nemico supremo e non poteva prevedere le analoghe e contemporanee assemblee del Vaffa nostrano.
Nel quarto Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull 2008 di Spielberg, ambientato nel ’57, viene parificata la lotta contro il malvagio agente Gestapo a quello Kgb. Il crollo dell’Urss e della sua economia fa ricredere rapidamente l’Occidente, che rivede al ribasso i giudizi sui russi, non più comunisti ma solo mafiosi, gangster pasticcioni che rapiscono le figlie dei protagonisti e brutali dittatori. La comicità dell’abbaglio preso era stata anticipata dall’Arrivano i russi, arrivano i russi ’66 di Jewison, presa in giro delle fobie e degli isterismi del pericolo rosso.
Film
Gulag 77 ’85 di Young
Gulag Vorkuta 2016 di Kingsbury
Ilsa, the Tigress of Siberia ’77
DAU Natasha 2020 di Khrzhanovskiy
The Beast of Yucca Flats ’61 di Francis,
Silk Stockings ’57 di Mamoulian,
Ninotchka ’39 di Lubitsch
Red Nightmare ‘62 di Waggner
Superman Red Son 2020 di Liu
The Manchurian Candidate ‘62 di Frankenheimer
The Manchurian Candidate 2004 di Demme.
Firefox ’82 di Eastwood
Red Dawn ‘84 di Milius
Rocky IV ’85 di Stallone
Rambo III ’88 di MacDonald
Invaders from Mars ’53 di Menzies
Invasion of the Body Snatchers ’56 di Siegel
I Married a Monster from Outer Space ’58 di Flower Jr.
Allodole sul filo ‘69 diMenzel
Sta’ fermo, muori e resuscita ’90 di Kanevski
Sole ingannatore ’94di Mikhalkov
Il sole ingannatore 2 Exodus 2010 di Mikhalkov
Est ovest Amore libertà ’99 di Wargnier
The Way Back 2010 di Weir.
Alexander Nevsky ‘38 di Eisenstein
Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull 2008 di Spielberg
Arrivano i russi, arrivano i russi ’66 di Jewison

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca. Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021.