Sentenza Corte Costituzionale: no all’automatismo che lede diritti elettori, occorre un vero sindaco metropolitano

Politica

“L’attuale disciplina sui sindaci delle Città metropolitane è in contrasto con il principio di uguaglianza del voto e pregiudica la responsabilità politica del vertice dell’ente nei confronti degli elettori…La necessità di un riassetto normativo del settore, si legge nella sentenza, è dovuta anche al fatto che la mancata abolizione delle Province, a seguito del fallimento del referendum costituzionale del 2016, ha reso «del tutto ingiustificato» il trattamento attualmente riservato agli elettori residenti nella Città metropolitana” così recita il comunicato ufficiale della Corte Costituzionale del 7 dicembre 2021

La sentenza della Corte Costituzionale, sulla abolizione dell’automatismo sindaco del capoluogo – sindaco metropolitano,  è una bella vittoria del buonsenso, della giustizia costituzionale e di una visione seria dell’impianto istituzionale, dopo anni di improvvisazioni parlamentari demagogiche. Questa sentenza è anche un riconoscimento  al “Giorno” che ha dedicato attenzione al tema. Su queste pagine abbiamo ospitato tanti articoli che rivendicavano un ruolo serio al Consiglio metropolitano e la sua elezione diretta.

Così come, a febbraio di quest’anno, oltre duecento personalità milanesi avevano  chiesto al Governo e al Parlamento: In Europa e nel mondo l’identificazione della realtà economica milanese tende a coincidere con l’area della città metropolitana: è questa che ha retto e regge il confronto con le maggiori città europee con capacità di attrarre significativi investimenti. Solo una gestione unitaria del sistema di relazioni di questa vasta area, nella pienezza ed uguaglianza dei diritti di tutti i suoi cittadini, sarà in grado di garantire una competizione vincente nel quadro delle città mondiali. …La pre-condizione per risolvere i problemi della ripresa, del ritorno allo sviluppo sociale ed economico e a una crescita civile e culturale in cui lavoro, salute, istruzione e formazione, giustizia siano beni universali garantiti a tutti i cittadini, è quella di disporre di un apparato istituzionale ed amministrativo adeguato agli obiettivi da conseguire. La dimensione amministrativa del solo capoluogo, anche ove efficiente, si è dimostrata palesemente inadeguata per affrontare e dare risposta all’insieme dei problemi e, primo fra tutti, al problema ambientale. L’elezione diretta del Sindaco Metropolitano è pertanto un passaggio indispensabile per dare quella forza politica ed autorità amministrativa necessarie al governo dell’area più produttiva del Paese.”

La Regione Lombardia, per numero di abitanti, è il dodicesimo Paese dell’Europa;  la “Grande Milano” è poco meno di un terzo della Lombardia e il Comune di Milano è solo un terzo della “Grande Milano”.  Un’area estesa ed integrata come quella di Milano (133 comuni e la terza area più popolata d’Europa, dopo Londra e Parigi) deve esseregovernata da una autorità forte e legittimata dal voto popolare. La dimensione metropolitana può fornire le possibilità di uno sviluppo che coniughi solidarietà sociale e sviluppo dei redditi, ambiente qualificato e servizi al cittadino, strutture sanitarie territoriali adeguate e primarie attività culturali distribuite nel territorio con una politica della mobilità e delle comunicazioni, della digitalizzazione e del lavoro a distanza. In una dimensione metropolitana è possibile anche valorizzare, sviluppare e costruire una presenza del nostro ricco sistema formativo, ancora più internazionale e ancora più proiettato in un rapporto di collaborazione con l’Africa, l’America Latina e il Sudest asiatico.

Nel passato alcuni strumenti, nati su base volontaria dei Comuni, come il Piano intercomunale milanese o come il Consorzio intercomunale milanese edilizia popolare, hanno contribuito decisamente allo sviluppo e ai risultati di questa area, decisiva per il Paese.

Mi auguro che il Parlamento provveda rapidamente a fare una legge sulla elezione diretta del sindaco e del Consiglio metropolitano (basta riprendere la legge sulla elezione dei consigli provinciali) con una precisazione per garantire equilibri di potere: gli assessori non devono essere  nominati dal Sindaco ma eletti dal Consiglio metropolitano.

Aggiungo anche che nei prossimi giorni si dovrà eleggere con il sistema bocciato dalla Corte costituzionale il nuovo Consiglio metropolitano che sarà presieduto da un Sindaco che non ha mai parlato in campagna elettorale dell’area metropolitana, né ha mai inquadrato i problemi milanesi all’intero della vasta area. Un Consiglio “provvisorio”, non nel piano delle sue funzioni,  alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, ma  sarebbe cosa buona e giusta che alla prima seduta del Consiglio metropolitano qualcuno chiedesse al Sindaco di Milano  di relazionare sul problema dello Stadio di San Siro, visto che la questione, come minimo, è di interesse regionale.

Magari in quella sede viene fuori che qualche comune dell’area metropolitana si offre di ospitare un secondo stadio, costruito con i soldi di una delle due società: all’altra rimarrebbe da farsi avanti per acquisire il Meazza. E questa sarebbe una bella operazione “europea”, visto che in Europa non esiste nessuno stadio, di “proprietà” (si fa per dire, visto che qui a Milano si tratta di  una concessione pubblica) di due squadre. Una anomalia dettata solo dalla speculazione edilizia, termine che dà molto fastidio al capogruppo del  PD in Consiglio Comunale di Milano , ma non mi viene un altro termine per definire “l’interesse privato finanziato con aree e volumetrie pubbliche”.

“La colpa, caro Bruto, non sta nelle nostre stelle, ma in noi stessi” “Buona fortuna e buona notte”

Luigi Corbani (Il Migliorista)

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