E’ boom di bronchioliti tra i bimbi, il primario del Buzzi: «Non c’è tempo da perdere e non mandateli al nido»

Milano

Un nuovo allarme per i bambini di Milano e Lombardia.  Pediatrie piene in tutti gli ospedali del Milanese. E terapie intensive neonatali in affanno per l’epidemia di bronchioliti da virus sinciziale (Rsv), che corre veloce a Milano tra i bimbi sotto i due anni di vita.

Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina in Statale e primario del Buzzi, l’ospedale dei bambini di Milano, lancia l’allarme in un’intervista a Leggo : «È un’epidemia importante che colpisce i lattanti. Sicuramente le prossime settimane saranno delicate e, proprio per questo motivo, consiglierei ai genitori di non mandare i figli al nido, almeno per un breve periodo, perché la vita di comunità favorisce la diffusione del virus». Non c’è da terrorizzare le mamme e i papà, ma nemmeno minimizzare, perché è una pandemia «impegnativa da gestire». Al Buzzi è iniziata sabato «la riorganizzazione dei reparti, così da recuperare spazi e tutto quello che serve per assistere i piccolissimi, che hanno bisogno anche di ossigeno ad alte concentrazioni». La gravità del contagio si comprende andando a scoprire i numeri dei baby degenti: «Al Buzzi abbiamo un pronto soccorso che è affollato 24 ore su 24, il che significa, per intenderci, che quando dimettiamo 10 bimbi, ne abbiamo 11 che attendono di essere ricoverati». Osserva il quotidiano “Un flusso continuo di piccoli malati, anche di 4 mesi, 6 mesi: «I 40 letti che abbiamo sono sempre tutti occupati, al 90% per bronchioliti. La terapia intensiva con 8 posti è piena, quindi, abbiamo deciso di utilizzare un’ala della pediatria, confinante con la rianimazione, per i casi più preoccupanti in modo che possano essere monitorati dai rianimatori. E apriamo un mezzo reparto di 6 letti in un altro blocco dell’ospedale», spiega il primario. Così si eviteranno trasferimenti fuori Lombardia: l’ultimo è stato organizzato, giovedì scorso, proprio dai medici del Buzzi, che hanno trovato disponibilità in Piemonte.”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.