Stadio, Monguzzi (Verdi): non condividiamo pubblica utilità, occorre referendum

Milano

Sala ha creduto di cavarsela con “quel “di pubblica utilità”, annunciando il suo sì al nuovo stadio, na il dissidio degli ambientalisti alleati è determinante. La domanda è: che vuol dire pubblica utilità? Ma già si sapeva anche due anni fa che in caso di rielezione un’escamotage per decidere come voleva, l’avrebbe trovato, al di sopra delle opinioni altrui. Non si vuole entrare nel merito stadio nuovo sì oppure no, ma constatare che la celestiale alleanza “senza disaccordi” enfatizzata in campagna elettorale, non c’era e che, ammesso che si promuova un referendum, quanto tempo occorre? Monguzzi dei Verdi che hanno sostenuto Sala dichiara, “Oggi (ieri ndr) la Giunta delibera la pubblica utilità, come ampiamente annunciato. Il sindaco è un galantuomo e ha ragioni serie, non ultima quella di ricavare soldi per le case popolari. Noi non le condividiamo e siamo fortissimamente contrari per questi motivi: consumo di suolo (un bellissimo prato) per lo Stadio nuovo invece che ristrutturare quello esistente consumo di suolo intorno: centro commerciale e case ad alto costo che non servono, anche se, grazie alle battaglie degli ambientalisti, gli indici edificatori sono tornati alla normalità, ma la normalità non è zero consumo di suolo poco sappiamo della proprietà delle squadre. Sicuramente sappiamo che sono piene di debiti e siamo quindi contrari ad affidare a costoro 240mila mq di terreno di proprietà del Comune. Chiediamo la discussione in Consiglio Comunale; il ‘dibattito pubblico’ con la partecipazione attiva dei cittadini; se tra i cittadini dovesse emergere la volontà di un referendum, come ipotizzato da noi dieci giorni fa, saremo sicuramente al loro fianco. Chiamare i cittadini a discutere e decidere è giusto e utile. Ma secondo noi il referendum dovrà essere proposto dai cittadini e dalle loro associazioni, ambientaliste, professionali, i Sentinelli e altri. Se nascesse da partiti politici sarebbe molto meno utile ed efficace”. A torto o a ragione sul progetto proposto, in una considerazione ha perfettamente ragione: perché non si discute in consiglio? Ma già sappiamo che Sala “tira dritto”

Olga Molinari

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