E’ il momento del mercato nero di certificati di vaccinazione in Italia e nel mondo

Politica

Tra i diversi fenomeni nati con la pandemia, c’è il nuovo mercato nero sanitario. Se prima l’offerta era di mascherine (contraffate), gel disinfettante e vaccini (qui l’articolo di Formiche.net), ora è arrivato il turno dei certificati di vaccinazione e test negativi al virus. Dalla Russia alla Francia è boom di traffico di certificati falsi di vaccinazione anti-Covid 19. In Italia la nuova normativa dei green pass ha provocato un’impennata dei prezzi dei certificati verdi contraffatti (prima dell’obbligo nei ristorati e locali chiusi costavano circa 100 euro e ora raggiungo anche i 500 euro su Telegram). La Guardia di Finanza ha già bloccato – e sanzionato – 10 canali dell’app di messaggi che offrivano il green pass, anche ai residenti all’estero, senza bisogno dell’inoculazione del vaccino. Questo fenomeno però non è solo italiano. In Francia, dopo l’entrata in vigore del green pass per entrare in locali commerciali e palestre, treni e aerei, è cominciato il commercio illegale di certificati di vaccinazione. Nelle ultime settimane sono state processate molte persone, includendo personale sanitario, per traffico irregolare di codici QR.

Ci sono centinaia di canali Telegram che vendono certificati in Francia. Uno dei più popolari si chiama “Passeport Sanitaire Covid-19 Pfizer” e ha circa 30.000 iscritti. L’offerta è di un green pass per 300 euro e un test PCR con risultato negativo per 50 euro. Per fare l’acquisto basta consegnare il numero del servizio sanitario francese, fare il pagamento (si può avere qualche sconto se si fa in gruppo) ed entro 48 ore il cliente riceve il codice QR. Radio Francia riferisce dell’arresto di un’impiegata del servizio sanitario nazionale per avere venduto 200 codici QR su Snapchat. La falsificazione di certificati sanitari prevede una condanna di 3 anni di carcere e 45.000 euro di multa. Ma in Francia, il mercato nero di green pass non si limita ai social. Il quotidiano francese Le Parisien ha pubblicato un’inchiesta che svela la vendita di certificati in alcuni centri di vaccinazione. Il giornalista della testata francese, sotto copertura, si è presentato ad una struttura sanitaria e dopo avere pagato 300 euro l’infermiera gli ha consegnato il certificato senza  che avvenisse la vaccinazione. Tutto è stato registrato con una telecamera nascosta. In Germania e in Spagna i casi di certificati falsi sono, per ora, molto inferiori. In Russia, dove la percettuale di persone vaccinate è molto bassa (solo il 15% della popolazione), l’acquisto di un certificato falso sembra la soluzione migliore per molti. Dal 16 giugno, le autorità di Mosca hanno imposto l’obbligo per gli impiegati pubblici e dal 28 giugno si deve presentare il certificato di vaccinazione per accedere ai ristoranti.

Un venditore ha detto all’agenzia Afp che riceva circa 30 richieste al giorno, anche da parte di aziende che vogliono il green pass per tutti i dipendenti, ma lui può fornire soltanto cinque pass al giorno. Il prezzo del certificato di vaccinazione (con Sputnik V) è di circa 200 dollari mentre un test con risultato negativo può costare circa 30 dollari. In Arabia Saudita sono stati arrestate circa 120 persone per truffa di documenti sanitari. Avevano venduto centinaia di certificati di vaccinazione e test negativi falsi a pellegrini che volevano accedere alla Mecca. Invece in America Latina, dove si prepara nelle prossime settimane l’introduzione dell’obbligo della certificazione, l’epicentro del commercio illegale di documento è diventato il Messico. Secondo un reportage del quotidiano El Universal, nel quartiere Santo Domingo di Città del Messico la vendita avviene nelle strade ma anche online. Il prezzo, adeguato al mercato latinoamericano, è molto più ridotto rispetto alle tariffe europee: 30 euro per un certificato Sputnik V o Sinopharm. Basta procurare dati personali, indirizzo, la data e il marchio del vaccino che si vogliono avere.

(fonte Formiche.net)

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