Pnrr, Giorgetti: incrociare nuove opportunità investimento con aree di crisi

Politica

“Penso che questa giornata ci costringa a ragionare in termini operativi rispetto a quello che in questo momento è il quasi scontato refrain politico della rivoluzione digitale e della rivoluzione ambientale che dovrebbe cont

Così il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla giornata di lavoro dal tema ‘Progetto Mind – Sinergie per innovare in Lombardia’ a Mind. “Questo che sicuramente è l’orizzonte, la visione di lungo periodo, si scontra con la realtà. Tutto questo provocherà dei costi di frizione sociale non banali. Oggi ci scandalizziamo per due aziende che hanno chiuso e giustamente c’è grande preoccupazione, ma questo processo di transizione decreta per legge, per decisione politica, la morte di tanti settori industriali e produttivi, che non potranno più produrre semplicemente perché eviteremo quel tipo di produzione. E quindi cosa deve fare un governo illuminato se vuol fare veramente politica industriale? Deve trovare quanto meno le condizioni per attutire le conseguenze di carattere sociale dei settori che sono a grande rischio e deve in qualche modo cercare di incrociare le opportunità che vengono offerte dai nuovi sentieri tecnologici e far capire che tutti quelli che oggi sono in coda per beneficiare degli importanti finanziamenti pubblici del Pnrr in quel settore hanno una forma indiretta di responsabilità sociale verso coloro che restano indietro da un’altra parte. Quindi l’esigenza di incrociare le opportunità di investimento in quelle che sono le aree di crisi.
Il sogno è come in qualche modo riconvertire quelle aree per le nuove produzioni che verranno avanti senza compromettere terreno vergine”, ha detto Giorgetti.
“Scrivere un capitolo del Pnrr e metterci dentro le cifre è molto semplice – ha aggiunto il ministro -. Anche fare un emendamento che in qualche modo le aumenta. Tanto in questo momento la finanza pubblica non è come quella di 20 anni fa e paradossalmente i soldi e le risorse sono a disposizione. Ma quello è nulla. Il problema è come e in che tempi si faranno le cose, cercando di capire come mettere insieme pubblico e privato, ricerca pura. ricerca applicata e trasferimento tecnologico. Fare incontrare imprese in concorrenza tra loro che in qualche modo possano mettere a fattore comune le competenze comuni per migliorare l’interesse reciproco. Le cose scritte in un piano sono diventate in qualche modo legge, cerchiamo di tradurle in pratica. Siccome tutti corrono, se andiamo più lentamente finiamo male. Quindi dobbiamo cercare di fare in modo che quel piano scritto così bene, con così tante risorse, si traduca in realtà, altrimenti rimane un libro dei sogni e questo sarebbe un peccato mortale”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.