Quanto è sostenibile la transizione green?

Politica

Duecento miliardi di euro circa per l’Italia nel Recovery Fund europeo (che andranno comunque restituiti), Ottimo! Così è stato approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  secondo le indicazioni UE: esso dovrà poi essere validato  dalla Commissione europea “step by step” perché i finanziamenti vengano effettivamente erogati. Comunque ottimo!

Ecco il grafico della torta PNRR

La parte del leone nella ripartizione dei fondi la fanno la transizione ecologica e le infrastrutture per la mobilità sostenibile. Ottimo! Chi di noi non desidera rispettare l’ambiente? Ma proviamo ad approfondire la questione e qualche dubbio ci sorgerà. La grande imputata per il riscaldamento globale è l’ anidride carbonica: per produrne meno dovremmo utilizzare energia “pulita”. Ma quanto costa? Chi pagherà il conto? Dovremo ad esempio utilizzare solo auto elettriche. Ma quanto costano? Quanti Italiani se le potranno permettere? E guarda caso il grande produttore in Europa è la Germania… Quanto alla produzione di energia pulita, guardiamoci attorno, ad esempio oltreoceano. La California, avanguardia liberal degli States, ha bruciato le tappe e oggi le energie rinnovabili (solare ed eolico) coprono un terzo circa del suo fabbisogno energetico, più o meno quanto previsto dal PNRR  per l’Italia entro il 2030. Con le energie rinnovabili  intermittenti è però difficile provvedere ad una adeguata capacità di riserva. Ecco spiegati i  black out programmati che tanto disagio provocano ai californiani. Così gli abitanti della California, che già pagano una bolletta dell’energia elettrica assai più salata degli altri americani che ancora si approvvigionano principalmente da fonti tradizionali, dovranno di nuovo mettere mano    al portafogli per investire in capacità di riserva. Dunque pensiamoci bene prima di incamminarci allegramente su questa strada: un occhio alla sostenibilità ambientale e un altro a quella per le nostre tasche, sempre più vuote dopo dieci anni di sinistra al governo! Non dimentichiamo che con la moneta unica in Italia saremmo dovuti diventare tutti più ricchi, lavorando un giorno in meno. O almeno così prometteva Prodi alla vigilia dell’introduzione dell’euro. Ma sappiamo bene com’è andata a finire.

 

Donata Scotti

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