Milano, riapre la nuova Brera: un museo moderno di servizi e una comunità di soci

Cultura e spettacolo

La Pinacoteca di Brera riapre per la terza volta dopo le chiusure dovute alla pandemia, ma il 4 maggio del 2021 è anche il giorno che segna un nuovo modo con cui il museo milanese si relaziona con il proprio pubblico: il direttore James Bradburne ha infatti portato a compimento uno dei sui principali progetti, ossia quello di passare dal singolo biglietto d’ingresso a una card nominativa che, allo stesso prezzo, trasforma i visitatori in sostenitori e soci del museo. “Chi arriva a Brera – ha spiegato Bradburne ad askanews – entra nel museo, diviene socio, entra a fare parte della nostra comunità braidense e non avrà solo il piacere di visitare il museo, ma anche l’accesso a Brera Plus per un anno e il diritto di essere ascoltato dalla direzione di Brera almeno una volta l’anno”. La nuova offerta prevede anche la possibilità di accedere liberamente al museo nell’arco di tre mesi, avvicinando, proprio nella relazione con la città, esperienze di grandi musei internazionali – come per esempio il Metropolitan di New York – che sanno parlare ovviamente ai visitatori stranieri, ma rappresentano anche un costante punto di riferimento per gli abitanti. E al fianco di Brera, nella realizzazione di questo grande cambiamento, ha lavorato Civita Mostre e Musei.

“Questo nuovo modello – ci ha detto Gaia Morelli, direttrice Area Nord – consiste innanzitutto in un nuovo sito di prenotazione, che è il primo contatto del visitatore con Brera, per cui è importantissimo, deve rappresentare Brera e deve essere molto funzionale per il visitatore. Vogliamo, naturalmente, riportare anche i turisti, quindi abbiamo un biglietto open con il quale anche chi oggi non può viaggiare può comunque programmare la visita entro tre mesi dell’acquisto”. Insomma, la sensazione è che la nuova Brera riesca, come sempre, ad allargare lo spirito, grazie alle magnifiche sale, ai colori di Giovanni Bellini o alla magnificenza del grande Cinquecento veneto o ancora con la perfetta misura della pala di Piero della Francesca, ma da oggi abbia anche scelto di allargare le possibilità di visita, in un’ottica che è quella della comunità. “Io vedo questo come un passo per trasformare il museo nella grande casa della città – ha aggiunto James Bradburne -. Quindi appartiene a tutti. Io vorrei che un domani, grazie a questo sistema, tutti possano sentire Brera come casa loro e quando io entro nelle sale del museo incontro le stesse persone che incontro quando vado in metropolitana. Il museo appartiene alla città e questo è un passo ulteriore verso l’inclusione e l’accessibilità. Non è solo un passo avanti per Brera, ma spero di essere copiato dai musei di tutto il mondo”.

Tra le novità anche quelle relative all’offerta degli shop del museo che, come ha sottolineato Gaia Morelli, consentono alle persone di portarsi a casa un ricordo tangibile dell’esperienza vissuta. “La Bottega di Brera triplica – ci ha spiegato la manager di Civita -. Abbiamo il negozio che affaccia sul cortile che è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19; abbiamo un secondo punto vendita orientato all’accoglienza, perché all’ingresso, accanto alla biglietteria, il pubblico può acquistare delle guide per seguire la visita al meglio, e tra pochi giorni avremo anche lo shop online”. E sotto lo sguardo della statua di Napoleone, cui la Biblioteca Braidense dedica una mostra storica, anche un’istituzione come Brera dimostra che cambiare è possibile se si parte da una visione forte. Come quella, ancora in divenire, legata alla collezione moderna per Palazzo Citterio: in attesa di arrivarci davvero, nelle sale della Pinacoteca già si può ammirare parte delle collezioni che dovrebbero arricchire la nuova sede museale.

(di Leonardo Merlini askanews)

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