Decreto Sostegni bis: bonus affitti

Economia e Diritto

Bonus affitto 2021: con il Decreto Sostegni bis torna il credito di imposta pari al 60 per cento dei canoni di locazione, accessibile da gennaio a maggio. Novità anche sui requisiti: il calo del fatturato passa dal 50 al 30 per cento e su un periodo più ampio e il limite di ricavi e compensi per beneficiarne sale a 10 milioni. Concesso un altro mese anche al settore del turismo. I dettagli nel testo in bozza.

Bonus affitto 2021: con il Decreto Sostegni bis, torna il credito di imposta pari al 60 per cento dei canoni di locazione pagati per il periodo che va da gennaio a maggio.

La bozza del testo che dovrebbe essere approvato entro fine settimana porta anche novità sulla platea di beneficiari: accedono all’agevolazione gli esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno i requisiti per ottenere i contributi a fondo perduto.

Il bonus affitto 2021 spetta quindi a coloro che, confrontando l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi, hanno registrano un calo del fatturato pari ad almeno il 30 per cento e nel 2019 non hanno superato il limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.

Cresce, rispetto all’impostazione attuale, il numero di potenziali beneficiari. E inoltre, viene confermata per un altro mese anche l’agevolazione prevista per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator.

DL Sostegni, bonus affitto da gennaio a maggio 2021 con nuovi requisiti

Il bonus affitto, nato con il Decreto Rilancio e prorogato a più riprese dai diversi provvedimenti emergenziali approvati in questo anno di pandemia, nel testo del Decreto Sostegni bis torna in una versione rinnovata per i periodi che vanno da gennaio a maggio 2021.

Il testo dell’articolo 28 del DL numero 34 del 2020 nella versione attuale al comma 1 definisce come segue la platea di potenziali destinatari e la misura dell’agevolazione:

“Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo”.

In caso di affitto di azienda il beneficio è pari al 30 per cento dei canoni versati.

Stando alla bozza del prossimo provvedimento in arrivo, questa impostazione viene modificata e cresce il numero di beneficiari: il limite di ricavi o compensi, infatti, viene portato a 10 milioni di euro.

E non è l’unica novità, cambia anche il requisito chiave per poter beneficiare del bonus affitto.

Per verificare la possibilità di beneficiare del credito di imposta non bisogna più basarsi sulla diminuzione del 50 per cento del fatturato o dei corrispettivi del singolo mese in relazione all’anno precedente, ma su un calo pari almeno al 30 per cento registrato nel confronto tra ammontare medio mensile del 2020 con il 2019.

La condizione non è richiesta ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019.

In altre parole, si stabiliscono gli stessi requisiti previsti dal primo Decreto Sostegni per beneficiare dei contributi a fondo perduto.

Ne deriva che le partite IVA che hanno ricevuto gli importi potranno sicuramente anche accedere al bonus affitto 2021 per i canoni di locazione versati in relazione al periodo che va da gennaio a maggio.

DL Sostegni, bonus affitto 2021 fino a maggio anche per il settore del turismo

Il Decreto Sostegni bis conferma anche per un altro mese il bonus affitto specifico per il settore del turismo.

In questo caso, infatti, il beneficio era già previsto fino al 30 aprile 2020 e viene esteso fino al 31 maggio 2021.

Per le strutture alberghiere, agrituristiche e per le agenzie di viaggio, turismo, tour operator e stabilimenti termali, senza alcun limite sul volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente, c’è la possibilità di usufruire di un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo e del 50 per cento dell’ammontare mensile dei canoni per affitto d’azienda.

Non ci sono particolari novità sui requisiti in questo caso. Per beneficiarne, infatti, sembrerebbe confermata la necessità di rispettare la condizione prevista al comma 5 dell’articolo 28:

“una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2021 di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno 2019”.

Il bonus affitto 2021 in versione standard, quindi, farebbe riferimento a un confronto basato su 12 mesi mentre quello specifico per il settore turismo resterebbe ancorato alla singola mensilità.

Tipologia di bonus affitto Calo del fatturato e dei corrispettivi
Settore turistico-alberghiero Credito di imposta del 60 per cento dei canoni di locazione Almeno il 50 per cento nel confronto del singolo mese del 2021 con il 2019
Credito di imposta del 50 per cento dell’affitto di azienda Almeno il 50 per cento nel confronto del singolo mese del 2021 con il 2019
Altri settori Credito di imposta del 60 per cento dei canoni di locazione Almeno il 30 per cento nel confronto dell’ammontare medio mensile del 2020 con il 2019
Credito di imposta del 30 per cento dell’affitto d’azienda Almeno il 30 per cento nel confronto dell’ammontare medio mensile del 2020 con il 2019

In ogni caso per stabilire con certezza la portata delle novità bisognerà attendere l’approvazione del testo definitivo del Decreto Sostegni bis, attesa entro questa settimana.1

Tari 2021, nuove agevolazioni in arrivo per le partite IVA: la bozza del decreto Sostegni bis stanzia 600 milioni di euro per riduzioni della tassa rifiuti in favore delle imprese maggiormente colpite dalla crisi, con possibilità per i comuni di utilizzare fondi propri per rinforzare gli sconti previsti.

Tari 2021, agevolazioni per le partite IVA: la bozza del decreto Sostegni bis prevede lo stanziamento di 600 milioni di euro in favore dei comuni per la riduzione della tassa rifiuti.

Il testo definitivo del decreto Sostegni bis è atteso in settimana in Consiglio dei Ministri. La bozza datata 30 aprile 2021 aiuta a definire il quadro delle novità in arrivo per imprese e famiglie.

In favore dei titolari di partita IVA, la riduzione della Tari 2021 verrebbe introdotta con il fine di coprire parte dei costi sostenuti nonostante chiusure obbligatorie e restrizioni, in parallelo all’esenzione dal versamento dell’acconto IMU.

Al fondo da 600 milioni di euro, la bozza del decreto Sostegni bis affianca la possibilità di intervento da parte dei singoli comuni, che potranno estendere la portata delle riduzioni sulla Tari attingendo da risorse proprie non utilizzate.

Tari 2021, nuove agevolazioni per le partite IVA nel decreto Sostegni bis

La riduzione della Tari per la quale il decreto Sostegni bis stanzia 600 milioni di euro verrebbe riconosciuta alle partite IVA maggiormente interessate da provvedimenti di chiusura o restrizioni nell’esercizio dell’attività.

L’agevolazione punta a rendere meno gravoso il peso del Fisco sulle imprese, per attenuare l’impatto finanziario della crisi causata dall’emergenza epidemiologica.

Il testo del decreto Sostegni bis non definirà requisiti e modalità di accesso alle agevolazioni Tari. Il compito di stabilire nel dettaglio chi potrà accedere alla riduzione della tassa rifiuti per il 2021 è affidato ai comuni, dopo la ripartizione dei fondi stanziati.

Sarà entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis che un apposito decreto del Ministero dell’Economia e degli Interni, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Città, stabilirà la dotazione da attribuire a ciascun Comune.

Agevolazioni Tari 2021, possibile estensione degli sconti con risorse dei comuni

Al fondo che verrà stanziato attingendo ai 40 miliardi di deficit aggiuntivo, il decreto Sostegni bis affianca la possibilità di ulteriori interventi da parte del singolo Comune.

La bozza prevede infatti che i comuni possano concedere riduzioni dalla Tari 2021 anche in misura superiore alle risorse assegnate, avvalendosi di risorse proprie o risorse assegnate e non utilizzate nel corso del 2020.

In nessun caso sarà poi possibile scaricare il prezzo delle agevolazioni concesse ai titolari di partita IVA sulla rimanente platea degli utenti del servizio rifiuti.

Domanda riduzione Tari 2021 semplificata e telematica

La bozza del decreto Sostegni bis concede ampio margine di manovra ai comuni, nel rispetto dei paletti fissati su base nazionale.

Il testo provvisorio del nuovo decreto economico stabilisce inoltre che al fine della domanda per l’accesso alla riduzione della Tari 2021, i comuni dovranno attenersi a criteri di “semplificazione procedurale” e, ove possibile, l’invio delle istanze dovrà avvenire in modalità telematica.

Dopo l’emanazione del nuovo decreto economico e la ripartizione del fondo, le singole amministrazioni sono chiamate a definire le modalità per l’eventuale presentazione della comunicazione per l’accesso alle agevolazioni Tari per le imprese.

Si resta in ogni caso in attesa del testo definitivo del Decreto Sostegni bis per le dovute conferme.

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