Il ricordo di una piccola vittima del parcheggio selvaggio. Ma dopo 10 anni la situazione a Milano è solo peggiorata

Milano

🛑 Sono passati già 10 anni dalla morte assurda del piccolo Giacomo Scalmani.👼🏻

Giacomo quella maledetta sera pedalava tranquillo sulla sua biciclettina, stava tornando a casa dopo essere stato all’oratorio di piazza Santa Maria del Rosario. 🚲🚲
C’erano dei lavori in corso in Via Solari, era, ed è (di regola) proibito parcheggiare lungo il marciapiede ma lo facevano tutti, comunque, restringendo la strada. ⚠️⛔
Di fatto, tra auto e rotaie del tram lo spazio per passare era minimo. 🚃🚃
Un’auto aveva appena parcheggiato, la ragazza, seduta sul sedile posteriore dalla parte del guidatore aprì  la portiera per uscire dalla vettura: il piccolo Giacomo fu colpito dalla portiera, cadde per terra🚘
In quello stesso istante stava passando un tram, la mamma di Giacomo era poco più avanti, in bicicletta anche lei.🚴🏻‍♀️
Si accorse dal tonfo proveniente dalle sue spalle che era successo qualcosa e tornó indietro, ma era troppo tardi.
Nello stesso momento in cui cadde, il tram falciò il piccolo Giacomo, morto sul colpo. Urla strazianti lungo tutta la via.
Il conducente del tram, della linea 14, fu ricoverato in stato di choc dopo esser svenuto.
Una vicenda orribile che finì sui giornali nazionali.
Oggi Giacomo avrebbe avuto 19 anni 💔
Diverse persone saranno poi  processate per la morte di Giacomo. 🔏
L’accusa è di concorso in omicidio colposo per la ragazza che aprì la portiera dell’auto, per chi era alla guida e per il conducente del tram. La polizia accertò poi che il cartello di divieto di sosta che si sarebbe dovuto trovare al suo posto lungo la via quella sera non c’era.
Era stato rimosso a causa dei lavori di manutenzione del marciapiede. Per la procura quindi dovevano essere giudicati anche il responsabile della ditta appaltatrice e quello della ditta subappaltatrice oltre al committente dei lavori e cioè il Comune di Milano (tre dirigenti).
Non so come sia finita la bufera giudiziaria di ognuno, chi è stato condannato e chi no. Ma è stata una storia talmente straziante che ogni volta che si passa da via Solari, fa riflettere (e anche scendere una lacrima).
La piccola bici coi fiori appesa, è li a ricordarci tutti del piccolo Giacomo, e della responsabilità che ognuno di noi ha quando parcheggia laddove non è possibile farlo, la rabbia del quartiere per le transenne che da mesi bloccavano la visuale e che furono tolte, i commercianti in rivolta perché dopo l’incidente gli affari crollarono, i parcheggi inesistenti. Il maledetto destino.
Quell’istante, quell’insieme di coincidenze assurde che hanno cambiato la vita di molti. E strappato una vita così precoce.
Questa bici rappresenta il nostro fallimento.
Il fallimento di una società che se ne frega delle regole stradali.
Una storia straziante. Ma dal quale sembra non abbiamo imparato nulla, con ancora auto parcheggiate selvaggiamente.
Un ricordo va a lui, e alla sua famiglia, la cui vita è stata segnata per sempre. 🙏🏻
Sono passati tanti anni, ma il dolore quando si passa, davanti, è ancora vivo.
Angelo

Grazie per lo scatto ad 📸andreacherchi

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