Il Comune non azzecca un bando: il Tar boccia anche il mega bando sulle pulizie

Milano

Dire che il TAR ha annullato l’ennesimo bando del Comune sembra una barzelletta, ma questa Giunta con i bandi non c’azzecca e ricordiamo tutti il calvario dei bandi fatti e rifatti per l’assegnazione di un locale in Galleria. Ma il bando per le pulizie in città è un macro bando per una durata di 7 anni e il valore di 2,4 miliardi, che non sono noccioline. Che non si formula con l’attenzione di chi sfoglia le verze per una cassoeula, che riguarda, soprattutto, la pulizia e l’ordine di una città. E pare ridicolo che il Comune di Milano, quella che detiene record e ancora record perché attrattiva per molti giovani, con una vivibilità esemplare (convinzioni di Sala) infili errori e dimenticanze sostanziali, nello stendere una gara.

E il Tar annulla il maxi bando del Comune di Milano per la pulizia della città. Secondo i giudici, che hanno accolto il ricorso presentato dall’impresa Sangalli, la formulazione della gara europea in un unico lotto «non prende in considerazione l’interesse pubblico della concorrenza». Specifica Libero “«È contrario a ragionevolezza ipotizzare che in poco più di 90 giorni possa essere formulata un’offerta competitiva», dal numero di mezzi al reperimento degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Censurata anche la carenza informativa da parte del Comune di Milano su punti di raccolta, analisi merceologica dei rifiuti indifferenziata, personale oggi in servizio. Per questo, il collegio presieduto da Domenico Giordano ha accolto il ricorso cautelare della Sangalli e ha sospeso il bando impugnato dall’impresa. Il Comune di Milano viene condannato al pagamento delle spese (4mila euro) e soprattutto riceve una brusca frenata al progetto di mettere a gara uno dei servizi fondamentali per la città.”

Il TAR non considera, naturalmente perché non gli compete, il furore di fare in fretta dell’amministrazione, che ha inteso aprire le danze della campagna elettorale. E, a voler osservare con attenzione, il pressapochismo nell’ideare e nel “fare” abitano a Palazzo Marino.

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