Com’è la crisi di governo vista da Massimo Cacciari? Il filosofo ha analizzato l’attuale situazione politica con Globalist.it in una lunga intervista di Antonello Sette. Relaziona Il Giornale:
“….Tuttavia, il terzo mandato di Giuseppe Conte è ancora distante dall’essere raggiunto. Ci sono troppi veti in mezzo per considerarlo un dato di fatto ma per Massimo Cacciari il problema più grosso ora non è Matteo Renzi, sebbene sia stato lui ad aprire la crisi. Al leader di Italia viva, e allo stesso presidente del Consiglio dimissionario, il filosofo chiede ragionevolezza nelle loro decisioni, ma è il Partito democratico, alleato di Conte l’ostacolo principale secondo Massimo Cacciari, secondo il quale il Conte Ter dipende anche “dalla capacità del Partito Democratico di dire una parola una“. Le parole di Cacciari sono come sale sulle ferite per l’attuale maggioranza: “Lo spettacolo più squallido di questa vicenda è il Pd a rimorchio. A rimorchio e basta, in attesa che i patti maturino per poi cavalcarli. Stanno a guardare se Conte ce la fa con Renzi, se Renzi ce la fa con Conte, che cosa farà Mattarella. Tutto va ben, Madama La Marchesa“. E l’Obbedienza cieca, pronta, assoluta” nella scheda elettorale nel 1948 ridicolizzata da Guareschi su “Candido” è attualissima: il PD è immobile, senza idee, ma deciso a votare in massa l’incarico al Conte ter per il potere, ma questa volta c’è di nuovo l’aggregazione del M5S che dopo aver polemizzato per la gioia dei giornali, giura fedeltà e “Obbedienza Cieca, pronta, assoluta”, anche con Renzi, novello finto Saragat.
Vedasi vignette di Guareschi
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