Il commento di Luciano: 18a giornata di serie A

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Rieccoci amici sportivi, manca una sola giornata al cosiddetto “giro di boa” del campionato più strambo della storia, ma comunque sempre interessante e soprattutto meno condizionato dalla monotonia di una sola squadra a dettar legge.

Primo anticipo Venerdì, con un “derby della Lupa” tra Lazio e Roma che si preannunciava equilibrato, ed invece ha messo a nudo problemi latenti di una squadra, quella giallorossa, già emersi e non capitalizzati dall’Inter, che soltanto domenica scorsa aveva fallito la vittoria all’Olimpico per una manciata di secondi. Nel contempo, l’incontro ha esaltato una Lazio tornata ad esprimersi a livelli consoni al suo potenziale, azzerando i rivali senza lasciar loro alibi alcuno quasi per l’intero arco della partita.

La Lazio ha vinto il derby (3-0) in modo tatticamente ineccepibile, sfruttando le debolezze altrui e colpendo negli spazi, secondo le peculiari caratteristiche dei propri interpreti. Densità al centro, aggressività sulla palla, rapida ricerca della profondità sfruttando un Lazzari in gran spolvero e le doti di Immobile, bravo a inserirsi negli spazi. Le incertezze della Roma hanno contribuito a indirizzare la sfida sui binari preferiti da Inzaghi, la sua squadra si è potuta chiudere e poi ripartire a grande velocità . Come già contro il Napoli e a tratti con Inter, Juve e Milan, la Lazio non si snatura ed esibisce i propri connotati:  l’identità c’è, risultato di un paziente lavoro di anni. I gol: 14′ Immobile, puntuale all’appuntamento, poi doppietta di Luis Alberto al 23′ e 67′, freddo e preciso come nelle migliori giornate. Game over per Fonseca, qualche buon risultato precedente aveva soltanto creato aspettative illusorie, c’è da lavorare.

Sabato pomeriggio 3 anticipi, Bologna-Verona, Torino-Spezia e Sampdoria -Udinese.

Bologna in vantaggio a fine primo tempo con un rigore realizzato da Orsolini al 19′, buona prestazione degli emiliani di Mihailovic in questa prima frazione, Verona spesso in difficoltà. Il Bologna conduce fino al termine il vantaggio acquisito, e in virtù di questo risultato (1-0) sale a quota 20 punti in classifica, mentre i gialloblu di mister Juric rimangono fermi a 27. Veneti sterili davanti e traditi da Kalinic, bolognesi solidi e convinti. Un successo atteso due mesi (ultimo prima di oggi contro il Crotone a novembre) che ridá ossigeno al campionato degli emiliani.

Torino, i granata di Giampaolo si misurano con lo Spezia, formazione che ha dimostrato di poter ambire a qualcosa di più della salvezza, ricordando la recente vittoria a Napoli conseguita con una frazione di gioco in inferiorità numerica.

Poche occasioni nel primo tempo, Toro abbastanza imbarazzante nel non creare un singolo pensiero a una squadra in 10, per l’espulsione di Vignali dopo soli 8′ dal fischio d’inizio, che pure ha avuto l’unica doppia occasione del primo tempo nonostante l’uomo in meno. Il Torino anche oggi incapace di trovare la vittoria tra le mura amiche, infatti non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro un avversario in 10 per 82 minuti su 90. Per scuotersi, ha bisogno di vedere l’orologio del tabellone che si avvicina al 90′. Solo a quel punto, Ansaldi colpisce un palo, ma nel frattempo uno Spezia gagliardo aveva comunque avuto le occasioni migliori. Alla fine il pareggio è anche giusto. I liguri di Italiano incassano un punticino prezioso con il terzo risultato utile consecutivo, dopo le due vittorie con Napoli e Sampdoria. I granata invece restano fermi al palo: dall’8 novembre a oggi, una sola partita vinta (col Parma) in più di 2 mesi di campionato .

Ultimo anticipo serale del sabato, SampdoriaUdinese.

Chiudere le partite quando se ne ha l’occasione è prerogativa di squadre che sanno gestire un risultato utile. Forse non alla portata, almeno in questa occasione, dell’Udinese di Gotti, che per un tempo a Marassi crea le occasioni migliori, ma fatica oltremodo a trasformarle in punti. I friulani sprecano, riescono anche nella ripresa a passare in vantaggio al 55′ con De Paul, ma poi subiscono la rimonta della Sampdoria. Rimonta che parte dal rigore di Candreva al 67’e dal gran stacco di testa all’81’ del neo arrivo Torregrossa, un 2-1 che regala i 3 punti a Ranieri dopo il derby ligure perso lunedì con lo Spezia. L’Udinese rimane così prigioniera dei suoi mugugni, ma soprattutto vede sfumare una vittoria assente ormai da 7 turni. Una lezione che i ragazzi di Gotti dovranno provare a memorizzare al più presto: cinismo e freddezza sotto porta per non dover piangere sul latte versato.

E siamo alla domenica, attesa fervente per la serata di gala con il derby d’Italia, Inter-Juventus. Nel frattempo, prima (o dopo?) di sedersi a tavola vanno in campo Napoli e Fiorentina, per un match che vede i partenopei alla ricerca di una vittoria per reinserirsi con migliori prospettive nella bagarre per l’Europa. D’altro canto, la Fiorentina attuale tenta di riprendere fiducia dopo l’eliminazione dalla C.Italia ad opera dell’Inter. Tentativo miseramente fallito, perché dopo appena 45’si trova letteralmente sepolta sotto una quaterna napoletana. Una Fiorentina anche discreta nel primo tempo, ma troppo fragile in difesa. Insigne si diverte con una doppietta e disegna calcio spettacolo. DemmeLozanoZielinski Politano fanno il resto a completare un tennistico 6-0. Grande prova anche per Petagna, autore di due assist, ma che a metà secondo tempo esce con qualche acciacco di troppo. Gattuso si prepara al meglio alla Supercoppa di mercoledì contro la Juventus, agganciando la Roma al terzo posto a 34 punti.

I gol della scorpacciata azzurra: 5′ e 71′ rig. Insigne, 36′ Demme, 38′ Lozano, 45′ Zielinski, 89′ Politano.

Seguono 2 incontri alle 15, SassuoloParma e CrotoneBenevento.

La prima, finisce 1-1 al Mapei Stadium tra Sassuolo e Parma. I crociati di D’Aversa passano in vantaggio nel primo tempo e dominano la partita senza apparenti sbavature, mentre i padroni di casa sembrano faticare parecchio nella costruzione di trame di gioco efficaci, cosa che invece sono riusciti a fare spesso in precedenti incontri. Nella ripresa sembrano ancora inutili i tentativi del Sassuolo per arrivare il pareggio, ma in pieno recupero Busi sbaglia tutto in area e atterra Ferrari. Rigore ineccepibile e pareggio all’ultimo secondo di Djuricic. Sassuolo che sale a quota 30, Parma sempre penultimo.

A Crotone, scoppiettante risultato per i padroni di casa, un 4-1 che per la “strega” di Pippo Inzaghi significa un brusco ridimensionamento delle recenti ambizioni di allontanarsi dalla zona calda della retrocessione.  Il Crotone di Giovannino Stroppa, in virtù di questo risultato sale a quota 12 a una sola lunghezza dal Torino penultimo in classifica, il Benevento di mister Inzaghi invece non riesce a muovere la sua classifica. Sono Simy Vulic i grandi protagonisti della sfida dello Scida, in gol rispettivamente al 29’ e 54’ , dopo l’autogol iniziale di Glik al 5’. Nel Benevento il gol della bandiera lo firma all’82’ Iago Falqué, subentrato nel finale.

A Bergamo c’è un’Atalanta che insegue la continuità, sull’onda dei brillanti risultati, ma soprattutto prestazioni, delle ultime uscite. A contrastarla, il Genoa di Ballardini (8 punti in 5 partite) che ferma la macchina da gol di Gasperini imponendo uno 0-0 piuttosto raro al “Gewiss Stadium”. Rossoblù addirittura più pericolosi della Dea nel primo tempo, con un insidiosissimo Shomurodov. Poi, nella ripresa, padroni di casa all’assalto (disordinato) della porta di Perin. Il risultato, però, resta lo stesso del fischio d’inizio. La band di Gasperini si porta a quota 32 e fallisce l’aggancio in zona Champions, ma mercoledì potrà rifarsi nel recupero della 10a giornata in trasferta contro l’Udinese. Genoa, che annovera un buon esordio di Strootman, a quota 15.

E andiamo a vedere quindi cosa è successo a S.Siro, dove si accendono i riflettori su un pubblico che non c’è, ma illuminano un’Inter che c’è, eccome. Mentre la Juventus non riesce ad illuminarsi nemmeno con i suoi gioielli che, solitamente, brillano anche di luce propria.  Partita che fin dall’inizio assume una fisionomia abbastanza chiara, mostrando una squadra di Conte finalmente convinta e viva, che stavolta durerà fino alla fine.  Addirittura facendo apparire bugiardo un risultato finale (2-0) che poteva diventare più pesante se Lautaro, soprattutto, avesse avuto qualche anno di esperienza e maturità in più al posto di tanta irruenza e impulsività, che lo limitano nella concretezza.

Ad onta di questo dettaglio, la migliore Inter della stagione (e forse dell’intera gestione Conte) demolisce una Juventus troppo brutta per essere vera con i gol dell’ex Vidal al 13′ : cross dalla destra di Barella e incornata imperiosa del guerriero cileno che sovrasta Danilo e beffa Szczesny. Il primo tempo si chiude con il vantaggio minimo dell’Inter perché sia Lautaro (23′, spara alto da ottima posizione) che Lukaku graziano la Juventus, attesa ad una reazione nella ripresa. Invece pressoché nulla cambia, anzi dopo pochi minuti c’è il raddoppio dell’Inter al 51′ con Barella (in contropiede fulmineo) che regala a Conte la prima vittoria contro i bianconeri da allenatore, dopo quattro sconfitte incassate in carriera. Pirlo, a tre giorni dalla Supercoppa contro il Napoli, rimane quinto a -7 da Milan e Inter, ma con una partita in meno (Napoli) che è da recuperare in data non ancora decisa.

La giornata 18 si concluderà lunedì sera alle 20.45 con un match che potrà dire una parola importante sulla testa della classifica. Cagliari-Milan sarà infatti una partita che costringerà i rossoneri a portare a casa i 3 punti per evitare l’aggancio in testa proprio da parte dell’Inter, che la tallonava a 3 punti sotto. E’ tutto per questa giornata, arrivederci all’ultima del girone che inizierà con un anticipo al venerdì 22 Gennaio, Benevento- Torino.

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