Il commento di Luciano: 17a giornata serie A

Sport
Buon Lunedi amici sportivi, un turno numero 17 per gli scaramantici, propiziatore di sfortune o eventi favorevoli a seconda di chi capiterà a tiro.
Via alle 15 di sabato con BeneventoAtalanta, dove i bergamaschi tentano di proseguire il buon cammino ripreso nelle ultime partite. Campo fradicio per meteo impietoso, ma la Dea parte a testa bassa all’assalto della difesa campana. La “strega” di Inzaghi però regge l’urto e si difende, anche se a fatica, dal pressing e dal ritmo spesso frenetico imposto dall’Atalanta che, dopo 3 tentativi con Zapata Gosens, al 30′ va a segno con Ilicic. Ci aveva provato poco prima con un sinistro fuori di poco, ma un pallone perso da Foulon sulla trequarti è sua preda e se ne va:  entra in area, passa tra 2 avversari e batte Montipò, ingannato anche da una leggera deviazione di un difensore. Lo scatenato attaccante sloveno centra in pieno il palo pochi minuti dopo, su azione da calcio piazzato. All’avvio di ripresa giunge però il pareggio del Benevento, con Sau che raccoglie un cross dalla sinistra di Pastina e insacca in scivolata. Ora il Benevento ci crede, ma nondimeno l’Atalanta che, senza scomporsi all’accenno di rimonta, torna a macinare il suo gioco frizzante a tratti , ma sempre efficace. Inzaghi inserisce InsigneDi Serio e Hetemaj, si alza il baricentro ma l’Atalanta non cambia registro e al 69′ si riporta in vantaggio con Toloi su azione di Ilicic. Non passano che 3 minuti e la Dea la chiude, Zapata al volo su contropiede ancora di Ilicic, in giornata di grazia. Entra al 73′ anche Muriel e 10 minuti dopo riempie ancora il carniere con un gran gol da fuori e finisce così (per fortuna di Inzaghi) “solo” 1-4 . La squadra di Gasperini é tornata macchina da gol senza il “Papu“, ma con tanta birra in corpo, ottime trame di gioco e tanta voglia di divertirsi.
Secondo appuntamento alle 18, GenoaBologna, con i liguri che trovano un’importantissima vittoria per il discorso salvezza, battendo in casa una diretta concorrente. Finisce 2-0 per il Grifone con i gol di Zajc Destro, che sale a quota 6 reti in campionato e non segnava ormai da qualche anno… A parte i guizzi individuali, il Genoa dimostra di avere più voglia di vincere, dall’altra parte un Bologna con pochissime idee. Ci sono giocatori di qualità nella formazione di Mihajlovic, ma questi non si trovano più come una volta. La striscia positiva del Bologna era di 5 risultati utili consecutivi, ma l’ultima vittoria è del 29 novembre. Ora la classifica da ferma si fa pericolante.
Terzo anticipo a S.Siro, MilanTorino. I rossoneri cercano la vittoria per dimenticare subito la brutta sconfitta contro la Juventus del turno precedente. Il Milan spinge subito ma il Torino é attento a chiudere gli spazi. E’ Theo Hernandez a dare il via al primo vantaggio milanista: sfonda al centro e serve Brahim, da lui a Leao per il gol del vantaggio al 25′. Kessiè raddoppia su rigore 10 minuti più tardi: contatto tra Belotti Brahim Diaz, l’arbitro Maresca non fischia ma assegna il penalty dopo aver rivisto le immagini. L’ivoriano, glaciale dal dischetto, porta il Milan sul 2-0. Sussulto granata nel finale di tempo, trema la traversa su punizione dell’ex RodriguezKessiè grazia Sirigu fallendo il 3-0 in contropiede nell’ultima azione del primo tempo. In avvio di ripresa, possibile rigore per il Toro per contatto tra Verdi e Tonali, ma il fallo è dell’attaccante granata: la VAR induce l’arbitro a tornare sulla sua decisione,  punizione per il Milan. Ma il centrocampista ex Brescia ha la peggio, ed è costretto a uscire dal campo in barella. Il Toro ci prova, Giampaolo inserisce Zaza per Izzo, i granata crescono e spingono alla ricerca del gol. Ma fanno poco male al Diavolo, che resiste senza troppe difficoltà. Nel finale c’è anche il ritorno in campo di Ibra, e un importante intervento di Donnarumma. ll Milan torna al successo, il Toro si ferma dopo quattro risultati utili consecutivi.
E passiamo alla domenica, all’Olimpico di Roma si alza il sipario sulla partita più attesa per qualsiasi risultato, che tranne il pareggio poteva cambiare sensibilmente gli umori e le prospettive di entrambe. E pareggio è stato (2-2), alla fine in tutti i sensi perché se ancora una volta l’Inter ha dato dimostrazione di quello che potrebbe ma ancora non fa, anche la Roma ha dimostrato di non essere ancora pronta per saltare sul vagone di testa. Avvio con l’Inter che per i primi 5 minuti non permette alla Roma di avvicinarsi all’area, anzi la minaccia più volte con Lukaku e Lautaro, ma il periodo imperfetto dei nerazzurri si manifesta ancora quando Barella viene fermato forse fallosamente sulla fascia destra della metà campo romanista. L’arbitro non valuta scorretto l’intervento a danno dell’interista, palla persa e la ripartenza della Roma porta rapidamente l’azione sul fronte opposto, Pellegrini ci prova da fuori, pallone che devia sulla gamba di Bastoni qual tanto che basta a mettere fuori causa Handanovic, 1-0 Roma in vantaggio ma è un regalo. L’Inter potrebbe riprendere il pari prima dell’intervallo, Lautaro segna ma in posizione di offside, Vidal spreca dal limite, ma Lopez para miracolosamente un paio di grosse opportunità dei nerazzurri, che nel frattempo perdono Darmian per infortunio e viene sostituito da Young. La ripresa vede l’Inter subito alla ricerca del pari, stringe la Roma nella sua metacampo e con Lautaro e Lukaku costringe ancora il portiere romanista a grandi interventi. Ma al 57′ Skriniar stacca imperiosamente su corner di Brozovic e insacca il meritato pareggio. Subito dopo l’opportunità del raddoppio, Lopez attento sventa su Hakimi, ma è proprio il crescente marocchino, pochi minuti più tardi (63′) che riceve da Brozovic sulla destra, si accentra leggermente e lascia partire una bordata che si infila in rete sotto la traversa, gol splendido e Inter avanti. Poco dopo Vidal manca clamorosamente l’occasione per chiudere i conti, cicca il pallone al limite e sfuma un possibile 3-1. La Roma prende coraggio, non vuole arrendersi e pressa l’Inter che sembra voler solo controllare il risultato ma rischia troppo, corre poco e lascia spazio ai giallorossi, che a 4 minuti dal 90′ riagguantano il pareggio con Mancini, di testa, su azione da calcio d’angolo. Un punto per parte, sostanzialmente giusto il pareggio ma se qualcuno può rammaricarsi per l’occasione perduta, è più l’Inter che la Roma.
Andiamo in Friuli, precisamente a Udine, dove il Napoli affronta l’Udinese alla ricerca dell’Europa perduta (per ora). Ci riesce ma con enorme fatica e rischi, soltanto al 90′ . Un gol, nel finale, ma che può rilanciare il Napoli per lo meno nello spirito. Si affida a un colpo di testa dell’insospettabile Bakayoko la squadra di Gattuso per espugnare il campo dell’Udinese. Un 1 -2 preziosissimo per il Napoli, che arrivava da una sola vittoria nelle ultime 5 uscire e che doveva cancellare la beffa con lo Spezia. Alla Dacia Arena non è però tutto oro quel che luccica, con il Napoli che ha sì creato tanto – soprattutto nel primo tempo – ma anche concesso tanto in contropiede. Tra i migliori, non a caso, c’è Meret. La rete nel finale serve così a cancellare la fesseria di Rrahmani, che alla prima stagionale aveva regalato il gol a Lasagna, rendendo vano il vantaggio su rigore di Insigne. Napoli così al temporaneamente 4°, 31 punti, e affianca l’Atalanta.
Il Verona batte 2-1 il Crotone al Bentegodi al termine di una partita “double face”. Il risultato si sblocca al 16′ quando Kalinic, servito da Barak, fulmina Cordaz con un gran destro, siglando il primo gol con la maglia dell’Hellas. Il Crotone va in tilt e gli scaligeri raddoppiano al 25′ con una prodezza di Dimarco che, servito da Zaccagni, pesca l’angolino basso con uno perfetto esterno sinistro. Nella ripresa il Crotone si sveglia e accorcia le distanze al 55′ con un bel sinistro al volo di Messias, su assist di Pereira. L’Hellas è in debito di ossigeno, ma riesce a resistere e a portare a casa 3 punti pesanti che fanno sognare Juric: la zona Europa non è così lontana. Terzo ko di fila per i calabresi di Stroppa, ultimi e a zero punti nel 2021.
Seconda vittoria consecutiva per la Lazio di Simone Inzaghi, che espugna il Tardini di Parma per 2-0. Sorride l’armata biancoceleste, mentre il Parma incassa la quinta sconfitta di fila e per la prima volta si ritrova in zona retrocessione.
Eppure le cose non erano iniziate così male, con un Parma più propositivo del solito. Gioca maggiormente a viso aperto la squadra di D’Aversa nella prima frazione, ciò costringe la Lazio a ripartire in contropiede per una strana inversione dei ruoli rispetto al solito. Nella ripresa però gli ospiti salgono di colpo e trovano la via del gol con Luis Alberto Caicedo, per il 2-0 finale.
Firenze, si gioca FiorentinaCagliari, con i sardi che tentano di interrompere la serie negativa di 3 sconfitte nelle ultime 3 giornate. Gara decisa dagli episodi, come prevedibile, quella del “Franchi“: ha la meglio la Viola, che si aggiudica il match per 1-0, deciso dalla spaccata di Vlahovic al 73′, ma anche dal rigore parato da Dragowski João Pedro nel primo tempo, al 37′. Prima vittoria interna in campionato per Prandelli, che si porta a 18 punti. Nove gare di fila senza vincere, nonché quarta sconfitta consecutiva per Di Francesco, ancorato a quota 14 e che, nella prossima giornata, ospiterà il Milan capolista.
Ultima nella serata, la Juventus ospita il Sassuolo di De Zerbi, che subito si rivela avversario piuttosto ostico. La squadra di Pirlo non riesce a trovare la manovra fluida come altre volte, il Sassuolo difende con determinazione ed è aggressivo anche nelle ripartenze, procurando più di un problema alla difesa bianconera. Il primo tempo si chiude senza reti, anche se gli ultimi 10 minuti l’assedio della Juve si fa sentire. Non conclude, anche grazie all’imprecisione di un Ronaldo apparentemente meno mobile del solito, e il finale del primo tempo registra l’uscita di Dybala per infortunio (Kukusewski al suo posto) , di McKennie con problema muscolare sostituito da Ramsey , e soprattutto l’uscita di Obiang con cartellino rosso per fallo su Chiesa. Sassuolo quindi in 10 per l’intera ripresa, ma anziché indebolito sembra più frizzante di prima. Rientra in campo una squadra che vuole reagire all’inferiorità numerica, ma la Juventus, a questo punto senza meritarlo, trova il gol al 51′ con una staffilata da fuori di Danilo, e si illude di aver messo la partita in discesa. Brutta sensazione, il Sassuolo reagisce, morde, combatte e con sfrontatezza si permette il lusso di tenere in scacco per lunghi tratti una Juventus, che sembra quasi sorpresa da tanta vitalità. E il premio arriva con Defrel, che al 58’sfrutta benissimo una imbucata di Traorè e batte Szczesncon un secco diagonale sulla sua destra. Ora il Sassuolo sembra rendersi conto delle nuove difficoltà bianconere e tenta addirittura il raddoppio, mettendo ancora scompiglio nella sua metà campo, ma deve subire un pericolo da Ronaldo che si mangia una grossa occasione al 74′, solo davanti a Consigli che lo ipnotizza e sventa la minaccia. Il grande dispendio di energie del Sassuolo, alla lunga finisce per pesare, ma la Juventus deve aspettare l’82’ per averne ragione. E’ Ramsey a sfruttare un cross radente di Frabotta, e in scivolata insacca facendo tirare un sospiro di sollievo ai suoi preoccupatissimi bianconeri in tribuna. Ormai il Sassuolo pare stanco, ma non rassegnato, tanto che 2 minuti dopo Oddei arriva ancora in area dalla destra, si accentra e spara ma addosso a Szczesny che trattiene e rinvia. Proprio allo scadere, Ronaldo si riscatta per le occasioni mancate e scatta sulla destra solitario, entra in area e batte ancora Consigli per un 3-1 finale che punisce eccessivamente un ottimo Sassuolo, ma gli emiliani escono a testa alta.
Ultima partita della 17a, Lunedi alle 20,45 il derby ligure SpeziaSampdoria, arrivederci alla prossima con l’anticipo di sabato 16 Gennaio, un altro interessante “derby della lupa” tra Lazio e Roma alle 20,45.

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