Quel Sala “rivoluzionario” in bici con il cachemirino…

Milano

A Majoorino, maitre di bon ton, che critica la nomina della Moratti «Ricordo che la sua esperienza politica disastrosa si è conclusa con una condanna per le cosiddette consulenze d’oro. E non rispondetemi sull’Expo, perché in quel caso i meriti sono quantomeno abbondantemente ripartiti» risponde De Corato, allora vicesindaco, dicendo che gli sarebbe sufficiente una telefonata al sindaco nella cui giunta egli sedeva: Beppe Sala, direttore generale del Comune dal 2009 fino a giugno 2010, quando fu incaricato di guidare la società che organizzò e gestì nel migliore dei modi l’evento. “Chieda a lui dei bilanci comunali, visto che contribuì a scriverne almeno uno, e di come il Bie, cioè il Bureau international des Expositions, abbia preferito Milano, lasciando Smirne a bocca asciutta.”

Quel Sala “rivoluzionario” in cachemirino (definizione di Barbacetto) che va dove lo porta il cuore (per non accedere ad un insulto), che nel suo girovagare per il mondo ancora non ha capito che cosa sia l’urbanistica tattica, che la “rivoluzione” ecologica non si appiattisce con le strisce delle piste ciclabili, che essere “in” non è strausare i social. Barbacetto su Il Fatto è tranchant “I beni comuni di cui Milano è ricca sono il suo territorio e il suo ambiente. Ci sono almeno 3 milioni di metri quadrati di territorio che nei prossimi anni devono trovare un loro nuovo destino: i sette scali ferroviari, l’area dello stadio di San Siro e dei contigui spazi dell’ippica, la Piazza d’Armi, il quartiere Rubattino, oltre all’area ex Expo che Sala conosce bene. Sì: si potrebbe davvero fare una “rivoluzione”, mettendo queste aree a disposizione dei cittadini, con più parchi e più servizi; Milano potrebbe diventare la metropoli più verde d’Europa e la sua aria potrebbe diventare meno avvelenata. La “rivoluzione” di Sala è invece un esproprio: i milanesi sono espropriati dei loro beni comuni, affidati a Fs (gli scali), a Milan e Inter (San Siro), ai grandi operatori immobiliari, Coima, Lendlease, Hines, in alleanza con banche e assicurazioni (Axa). Altro che “rivoluzione”: Sala ha lavorato e promette di lavorare in futuro per rendere Milano più “attrattiva”: per attirare cioè capitali, specie esteri, spesso anonimi e chissà se puliti o sporchi. Una città in vendita. Ai milanesi, le briciole: bei luoghi dove andare a vedere come vivono i ricchi, e periferie che restano periferie per tornare a dormire dopo il lavoro, per chi ce l’ha.”  Ma che bella rivoluzione|

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