Se a invocare le armi su FB è il consigliere PD è solo simpatica ironia

Fabrizio c'è Milano
Letizia Moratti non è ancora stata nominata in Regione Lombardia ma già deve far fronte allo sport preferito della Sinistra Italiana, almeno di quella prevalente di origine comunista/sessantottina: la denigrazione degli avversari politici e il linciaggio, un tempo sui giornali ora sui social.  Ne sono esempio Giulio Gallera e Attilio Fontana.
Nel pomeriggio di Martedi 5 gennaio, il Consigliere PD e Presidente della Commissione Ambiente  Carlo Monguzzi postava questo post su Facebook:  foto di Salvini e Moratti, “siamo rovinati, armi al popolo “
Successivamente cancellava il post e ieri ha pure dichiarato di avere voluto fare della ironia.
Potremmo pure credere all’ironia, perché Monguzzi è il classico rosso verde  che ha delle convinzioni granitiche sullo smog e sulla necessità di eliminare ogni tipo di automobile e di termovalorizzatore, ma è anche persona che ironizza durante le sedute.
Tuttavia non sfuggirà a nessuno come scrivere “Armi al popolo” è ripetere un triste slogan della lotta armata comunista che ai tempi delle Brigate Rosse ha insanguinato Milano, uccidendo o ferendo decine di inermi cittadini e lavoratori delle forze dell’ordine.
Anche se di tempo ne è passato è bene che quegli slogan non vengano mai più lanciati e agitati.
Non a caso qualche collega del PD deve aver suggerito a Monguzzi di cancellare la frase di cultura terroristica che aveva postato.
Rimane un tema: perché se ad andare fuori dalle righe è un esponente del centrodestra si invocano dimissioni e seguono decine di prese di posizioni sdegnate di associazioni e sui giornali e immediati ban da Facebook, mentre invece quando a fare la tigre da tastiera è un PD basta cancellare la frase e l’istigazione alla violenza non è mai esistita?

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