Il commento di Luciano: Decima giornata di serie A

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Buongiorno e buona settimana, amici calciofili. Siamo a un quarto abbondante del campionato, e la decima offre 3 anticipi al sabato con 3 squadre di vertice in campo. Inizia la Lazio, a tre giorni dalla decisiva sfida di Champions League contro il Bruges, al Manuzzi di Cesena risolve la partita con lo Spezia nei primi 45′ con le reti di Immobile (15′) e di Milinkovic Savic (33′) con un capolavoro su punizione. Liguri sfortunati nel primo tempo con due pali di Estevez e Bastoni e in partita fino all’ultimo minuto grazie al 2-1 di Nzola. Per Immobile, numeri da record con 11 bersagli centrati nelle ultime 13 presenze di campionato, e ha raggiunto Montella con 141 gol nella classifica dei migliori marcatori in serie A. I biancocelesti tornano alla vittoria dopo il k.o. contro l’Udinese e salgono al quarto posto con Roma, Juve e Napoli.

Nel match delle 18, in campo Juventus e Torino nel derby della Mole.
Per il Torino, sembra un malocchio senza fine, perché anche in una giornata di calcio insolitamente scialbo per una squadra come quella bianconera, per 70 minuti largamente insufficiente, la Juventus riesce a beffare ancora il Torino rifilandogli l’ennesima sconfitta stracittadina, per di più sul filo di lana dopo essere stata sotto per 3/4 di gara. La ventiduesima negli ultimi 28 derby per i granata, che in questo arco temporale hanno vinto una sola volta. E oggi l’hanno a lungo sognato, per 70 minuti erano anche riusciti a realizzarlo difendendosi con ordine contro una squadra svagata, lenta e prevedibile come la Juventus messa in campo da Pirlo. Poi, due cross identici sul secondo palo di Cuadrado, hanno portato i bianconeri a ribaltarla quando ormai sembrava persa, anche giustamente. Con orgoglio, certo, ma anche con un calcio che di Juventus sapeva davvero poco, tanti errori, strane imprecisioni anche da parte di Ronaldo che perde palloni su palloni nei contrasti. Arrivano 3 punti omaggio che però non devono distogliere l’attenzione dai problemi reali degli uomini di Pirlo, che anche oggi hanno faticato tantissimo a creare gioco e azioni pericolose. Per il Torino resta dunque la solita amara purga e un po’ di rammarico, perché la Juventus vista oggi era una tra le più battibili viste negli ultimi anni. Non per nulla, dopo aver subito il gol di N’Koulou al 9′, ha rischiato almeno in due occasioni di subire il raddoppio, con Zaza che manca la conclusione solo davanti al portiere. Il pareggio solo al 77′ con McKennie, che incorna di testa su calcio d’angolo, e al 90′ ecco la punizione per il Torino sciupone: cross di Cuadrado sul secondo palo, il Toro si distrae e arriva la testa di Bonucci a sigillare una vittoria su cui non scommetteva più nessuno. Per la Juventus saranno problemi da risolvere alla svelta se non vuole perdere terreno, e soprattutto in Europa difficilmente troverà avversari che le perdoneranno tanto.

Chiude la serata l’Inter, a S.Siro sotto incessante pioggia affronta il Bologna di Mihailovic, squadra che nello scorso campionato l’aveva messa in croce nel girone di ritorno, proprio nello stesso stadio. Ma i nerazzurri sono in progresso abbastanza evidente, e vanno alla ricerca del terzo successo consecutivo giocando una partita più che buona. Dopo la sosta, il quarto in cinque partite considerando anche la Champions3-1 al Bologna. Gli uomini di Conte proseguono nel trend in ascesa e arrivano in condizioni ottimali alla partita chiave contro lo Shakhtar Donetsk: nel primo tempo al 16′ a segno Lukaku, ancora lui, inarrestabile, e Hakimi al 45′ con uno splendido gol su grande lancio di Brozovic, nella ripresa Vignato (entrato da pochi minuti)  riapre il match al 67′, prima della doppietta di uno scatenato Hakimi. Il marocchino è l’emblema della vittoria dei nerazzurri, attenti e cinici come nelle ultime uscite, un importante segnale di continuità. La squadra di Mihajlovic si ferma dopo due successi consecutivi: prestazione convincente solo a tratti da parte dei suoi, ma la superiorità dell’Inter è stata troppo netta. Nerazzurri a -2 dal Milan (almeno per un giorno) in campo domenica sera contro la Sampdoria.

Turni domenicali, all’ora di pranzo il via alle danze anche a Verona, tra la squadra di Juric e il Cagliari di Di Francesco, come in molti altri stadi sotto acquazzoni più o meno intensi. Finisce 1-1,  e i contendenti si portano a casa un punto ciascuno dopo una partita giocata a ritmi elevati e ricca di emozioni tra pali, gol annullati e azioni spettacolari. Mattia Zaccagni (21′, al suo secondo gol in Serie A) e Razvan Marin (49′) gli autori dei gol che decidono la partita. Il centrocampista rumeno in prestito dall’Ajax regala l’ottavo punto ai sardi, recuperando da situazione di svantaggio, ed è un record nella serie A. Il Verona, reduce dal sorprendente successo sull’Atalanta, fallisce quello che nelle intenzioni pareva essere alla portata, ovvero l’aggancio al Sassuolo almeno provvisorio in attesa del risultato degli emiliani, impegnati contro la Roma.

Nel pomeriggio estremamente improvvido dal punto di vista meteorologico, la prova del campo a Udine per Udinese-Atalanta, pare decisamente negativa: l’arbitro accompagnato da un collaboratore effettua diversi lanci del pallone in diverse zone del campo, ma con esito scoraggiante. Nessun rimbalzo, solo una serie di “splash”, quindi si decide almeno il posticipo. Mezz’ora, poi ancora 15 minuti ma, stante la situazione dall’orario di inizio, nulle le speranze di evitare il rinvio, come di fatto viene definitivamente stabilito dai direttori di gara.

Parma e Benevento non fanno eccezioni in merito al meteo, anche in Emilia l’acqua dal cielo è abbondante ma la partita viene comunque disputata. E un eventuale pubblico non avrebbe perso nulla, visto che la voglia di sbadigli era costante in un incontro piuttosto noioso finito senza reti. Gara arbitrata da Juan Luca Sacchi, il Parma di Liverani in virtù di questo risultato resta ancora in zona retrocessione, mentre il Benevento di mister Filippo Inzaghi muove la classifica e dá continuità all’ottimo pareggio con la Juventus. Nessun marcatore e qualche occasione da una parte e dall’altra. Partita equilibrata, giocata a bassi ritmi, con difese dominanti e attacchi imprecisi.
Roma invece si gioca in condizioni di normalità, con i giallorossi che si confrontano col Sassuolo, nel tentativo di confermare le buone impressioni suscitate negli ultimi incontri. Tanta attesa, ma niente gol all’Olimpico, gara condizionata dal terreno pesante per la pioggia caduta sulla Capitale, ma anche e soprattutto dall’espulsione di Pedro dopo 40 minuti. Un rosso – seguito da quello di Fonseca per proteste all’inizio dell’intervallo – che però non demoralizza i giallorossi, protagonisti di un ottimo secondo tempo. Spinazzola galoppa, Dzeko sfiora il gol, il neroverde Ferrari colpisce un palo, peccato fosse quello della sua porta. La formazione di De Zerbi, invece, non sfrutta come poteva la superiorità numerica, giocando paradossalmente peggio che in precedenza. Due i gol annullati dall’arbitro Maresca con l’ausilio della VAR: uno a Mkhitaryan, un altro (splendido) a Haraslin. Sia la Roma che il Sassuolo perdono l’occasione per compiere il salto di qualità in classifica. E i giallorossi se la prendono con il direttore di gara: sul piatto, più che rosso e gol annullato, un rigore ignorato per mani in area di Ayhan, e la mancata espulsione di Obiang per un brutto fallo su Pellegrini.
Alle 18 in campo Crotone e Napoli, e su questo campo piovono solo i gol. 4 per l’esattezza (a zero) per gli azzurri di Gattuso. Trascinato da un Insigne sempre più decisivo, il Napoli raggiunge la Juve a quota 20 punti in classifica. Partita complicata nel primo tempo, chiuso in vantaggio grazie a uno straordinario destro a giro sotto l’incrocio del capitano, dopo una sontuosa azione individuale di Zielinski. Buoni i primi 45′ da parte degli uomini di Stroppa, che però rimangono in inferiorità numerica in avvio di ripresa per il rosso diretto a Petriccione: duro fallo su DemmeMarinelli viene richiamato dal Var ed estrae il cartellino. Con questo episodio in pratica si chiude la partita: Lozano segna il 2-0 poco dopo, Demme chiude i conti con un gran diagonale nell’angolino, e Petagna va a segno nel recupero. Altra vittoria rotonda dopo il 4-0 sulla Roma, il Crotone non riesce a schiodare la sua precaria classifica.
Ultimo match della domenica sera, tra Sampdoria e Milan al Ferraris di Genova finisce 1-2. I rossoneri alla caccia della vittoria che consente di tenere la distanza dall’Inter e dalle altre inseguitrici, Sampdoria che cerca di non perdere terreno nelle zone basse, ma deve arrendersi alla supremazia tecnica dei rossoneri.
Partita molto frenetica su ambo i fronti, parte bene il Milan ma è il primo a subire un serio pericolo su colpo di testa di Tonelli su azione da corner, Donnarumma sventa miracolosamente in angolo. Si lotta a centrocampo ma il Milan pressa gli avversari che faticano a ripartire, e al 38′ occasione ghiotta per il rossonero Rebic, che evita due avversari e tocca di testa verso rete, ma Tonelli sulla linea di porta riesce incredibilmente a deviare sul palo e la palla esce sul rimbalzo. A pochi istanti dall’intervallo ecco che il Milan passa, calcio di rigore per fallo di mano di Jankto, batte Kessie e porta in vantaggio la squadra di Pioli.  Nella ripresa, il Milan insiste nella pressione e sfiora subito il raddoppio con un tocco lento di Tonali, che manda la palla sul palo. Fuori Gabbiadini per leggero infortunio, entra La Gumina al 57′ e più tardi (76′) dentro Saelemaekers per Castillejo. Quest’ultimo si mette immediatamente in moto su azione Hauge-Rebic, riceve assist e di sinistro batte Audero. La Samp non ci sta e all’88’ prova a rientrare in partita, accorciando le distanze con Ekdal che beffa Donnarumma sul primo palo. Il portiere rossonero smanaccia il pallone, ma quando ormai aveva superato la linea di una ventina di centimetri. Disperato tentativo ancora della Samp che non vuole arrendersi, ancora Ekdal che di testa manda alto di poco sulla traversa un cross di Candreva. Fine delle ostilità, il Milan raggiunge l’obiettivo, Samp delusa ma senza colpe su una sconfitta che forse è un po’ immeritata.
Chiude la decima giornata il posticipo di lunedì alle 20,45 tra Fiorentina Genoa,
arrivederci al prossimo turno per l’undicesima.

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