Dal mare in Afghanistan…ai banchi con le rotelle, il declino inarrestabile della scuola italiana

Politica

Una delle principali differenze tra una nazione in crescita e una in declino, è legata all’attenzione ai giovani e alle nuove generazioni. Uno stato che funziona dedica ingenti risorse all’istruzione e considera il Ministro per l’istruzione strategico per il futuro del paese, di contro, un governo privo di progettualità, relega il dicastero dell’istruzione a nomine di carattere politico con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Eppure il Ministero dell’Istruzione dovrebbe rappresentare un fiore all’occhiello ed è uno dei ruoli più complicati all’interno del governo poiché alle sue dipendenze ci sono centinaia di migliaia di dipendenti e dalle scelte del ministro dipendono le sorti degli studenti italiani. Gli ultimi ministri designati, più che per le loro decisioni, verranno ricordati per le numerose gaffe, cadute di stile e per l’incapacità di ricoprire un ruolo così prestigioso.

Ultima in ordine di tempo l’ex ministro Fedeli che ha elogiato con un post “decine di giovani donne afgane che in perfetto distanziamento e nel rispetto delle norme anticovid sostengono l’esame di ammissione all’università in spiaggia” con tanto di foto ricordo in cui si vedono le donne sedute su una distesa di sabbia. Checché ne dica la Fedeli nella foto non c’è traccia del mare, anche perché, come insegnano in geografia alle scuole medie, l’Afghanistan non ha sbocchi sul mare. Una gaffe può capitare a tutti ma se la toppa è peggio del buco, scatta la recidiva e la replica dell’ex ministro, in un italiano zoppicante, ai lettori che le facevano notare l’errore e al quotidiano “Libero”, è da dimenticare: “se avessi creduto che in Afghanistan c’è il mare avrei scritto che le donne afgane erano al mare. Ho scritto in spiaggia perché quello è un campo ribattezzato, appunto, la ‘spiaggia degli esami’. Ma si vede che siete poco informati”. Peccato che nessuna fonte internazionale parli di “spiaggia degli esami” riferendosi alla foto in questione.

Che dire poi dell’ex Ministro Fioramonti che invitava pubblicamente i professori a giustificare gli studenti che marinavano la scuola per partecipare alle manifestazioni dei Fridays for Future? Invece di formare i giovani alla tutela dell’ambiente e alla conservazione della natura nelle aule scolastiche, Fioramonti avvallava chi preferiva scendere in piazza piuttosto che andare a scuola. In ogni caso è nulla in confronto all’attuale ministro Azzolina che tra banchi con le rotelle, “studenti che non sono imbuti da riempire”, nuovi docenti senza laurea, sta collezionando una serie di gaffe da fare invidia ai suoi predecessori. 

Ma la situazione è molto più grave di quanto possa apparire perché nella scuola italiana regna il caos, ancora non è ben chiaro con quali modalità gli studenti rientreranno a scuola a settembre mentre presidi e professori sono sul piede di guerra. Il covid ha reso evidente l’inadeguatezza dell’Azzolina per il ruolo che ricopre e l’assenza di una progettualità per adeguare la scuola italiana alle nuove necessità. Ossessionata dal confronto con Salvini, l’Azzolina con le sue decisioni sta accelerando il processo di smobilitazione della scuola italiana iniziano nel 1968 con il trionfo del sei politico, l’eliminazione di ogni criterio meritocratico e la volontà di costruire un sistema educativo fondato sulla regola dell’uno vale uno.

Blog Francesco Giubilei 

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