Rivalutiamo la Storia dei nonni, ma oggi la Storia siamo noi

Milano

La storia siamo noi. L’abbiamo costruita con fatica, con intelligenza. Passo dopo passo, dimenticando le recriminazioni inutili, guardando ogni giorno il sole o dialogando con quella nebbia misteriosa. Una spallata alla guerra finalmente finita. Le braccia in continuo movimento, un rosario di speranza. Chi dice che oggi ricorda gli anni 50 0 60, dà una patente di genialità e generosità ai nonni che possono dire, possono fare, come l’unità può trasformare un paese. L’inutile contrapposizione tra giovani e vecchi ha il sapore amaro dell’egoismo, della divisione voluta, della incomprensione.

Abbiamo detto ai nonni durante il lockdown “State in casa” e hanno obbedito, alcuni sono morti in solitudine e forse era giusto così, ma la memoria del loro fare speso eroico non va dimenticata. Hanno riconquistato il pane bianco, un pezzo di carne, l’olio, il sale, la Lambretta, una vacanza in tenda. Milano aveva lo splendore delle nuove vetrine, i tram che mangiavano piano la strada, il piatto caldo condiviso con la vicina di casa. Sono la storia di una Milano distrutta dalle bombe, di fabbriche che martellavano lavoro giorno e notte, che festeggiava negli orti di periferia con un valzer.

Oggi in questa Milano sfilacciata, da inventare con progetti nuovi per i giovani, per ricominciare una risalita faticosa, non basta un manager con una visione elitaria, uno sguardo miope e insufficiente. “I primi mesi del mio mandato sono stati trionfali” ha detto Sala. Per chi? Oggi la Storia è costruita da noi e i nonni potrebbero insegnarci la determinazione, la perseveranza, l’uso delle tante risorse dell’uomo. Sono essenziali le iniziative di carità, la solidarietà di molti in continuo aumento, ma in un’era in cui la povertà sta dilagando, la vergogna, il pudore, l’ombra del fallimento sono motivo di grande disagio. Forse dovremmo imparare dai nonni anche la semplicità, l’amore per le piccole cose.

Oggi la Storia siamo noi. Milano conserva la sua bellezza.

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