Se andiamo all’estero anche i nostri amici animali domestici hanno bisogno di un passaporto

Zampe di velluto

Vacanza o lavoro se vogliamo portare con noi il nostro cucciolone, occorre sapere che la circolazione di cani, gatti, e furetti nei paesi membri dell’Unione Europea è disciplinata da un Regolamento

Se la nostra idea di vacanza è l’estero o, se per lavoro dobbiamo soggiornare fuori dall’Italia e vogliamo portare con noi il nostro cucciolone, occorre sapere che la circolazione di cani, gatti, e furetti nei paesi membri dell’Unione Europea è disciplinata dal Regolamento UE n. 998/2003 e successive modifiche e prevede che gli animali da compagnia possano attraversare i confini nazionali, solo se muniti di sistema elettronico d’identificazione (microchip) e di passaporto, documento obbligatorio dal 1 ottobre 2004 e rilasciato dal Servizio Veterinario delle ASL di competenza. Pertanto tutti i proprietari di animali, che desiderano portare con sè il loro cane, gatto o furetto per un viaggio all’estero, (CE e anche Svizzera) devono fare per il loro amico il  passaporto europeo per animali da compagnia (passaporto blu con stelline CE). Cosa occorre per ottenerlo? Innanzitutto l’animale deve essere dotato di microchip e avere completato l’iscrizione  all’anagrafe canina di residenza (questa norma non riguarda solo i cani ma anche gatti e furetti che vogliamo portare all’estero), procedura che di solito avviene contestualmente all’inserimento del microchip stesso.
L’animale deve essere sottoposto a vaccinazione antirabbica, trattamento che deve  effettuato almeno 21 giorni prima della partenza  e che deve essere fatta successivamente all’innesto del microchip e da non più di 12 mesi (in caso di vaccinazione precedente all’innesto occorrerà ripeterla). Poiché la rabbia è ancora presente in molti paesi esteri, la vaccinazione antirabbica è il requisito necessario e indispensabile per rendere il Passaporto valido per l’espatrio. Tale vaccinazione dev’essere richiesta al proprio veterinario di fiducia, che provvederà a registrarla sia nell’anagrafe degli Animali da Affezione della Regione di residenza, che sul Passaporto, se già in possesso del proprietario, oppure se richiesto successivamente verrà registrata sul documento dal Veterinario ASL. Il servizio veterinario dell’ASL locale, verificherà i meccanismi di identificazione e le vaccinazioni dell’animale prima di rilasciare il documento.
I costi dell’operazione variano in base alle disposizioni regionali (circa 30 euro). Il Passaporto è considerato valido per l’espatrio trascorsi 21 giorni dalla data della prima inoculazione del vaccino antirabbia e rimane valido se la vaccinazione viene ripetuta successivamente entro la scadenza indicata dal veterinario. Se si lascia scadere la vaccinazione, per usare il Passaporto, bisognerà attendere nuovamente che trascorrano altri 21 giorni dopo una nuova vaccinazione. E’ cosa utile informarsi presso il Servizio veterinario di residenza per un eventuale appuntamento e per saper cos’altro occorre (per esempio se dobbiamo portare anche il cane, un certificato di buona salute, la foto del cane…). Il passaporto potrà sostituire il classico libretto sanitario. Ma attenzione: Numero massimo di animali (cani, gatti e furetti) che possono accompagnare il proprietario all’estero non deve essere superiore a 5 altrimenti diventa movimentazione a carattere commerciale. Ricordiamo inoltre che la vaccinazione antirabbica non è l’unico requisito per viaggiare al di fuori del territorio nazionale: alcuni Paesi richiedono anche ulteriori adempimenti sanitari.  Per coloro che intendono recarsi in paesi non aderenti all’Unione Europea è consigliata la consultazione presso le rispettive autorità sanitarie (Ambasciate, Consolati o siti internet istituzionali) e dei vettori di trasporto (aerei, navi, treni) che si prevede di utilizzare. Buon viaggio con i vostri amici.
Graziella Baruffi

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