Gallera ” Ospedale in Fiera punto riferimento nella strategia lombarda e italiana per la fase 2″

Milano

L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera in Consiglio regionale, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere di +Europa, Michele Usuelli ha ripercorso le tappe della realizzazione dell’ospedale nei padiglioni di Fieramilanocity “Rimane per noi un elemento centrale, lo è nella strategia lombarda e in quella italiana” ha detto “Sarà punto di riferimento strategico nei prossimi mesi della Fase 2, nella speranza di non doverlo utilizzare perché vuole dire che non c’è una seconda fiammata del virus” Gallera ha ricordato che ai primi di marzo “la situazione era drammatica” e “in quel momento bisognava dare soluzioni” e “la soluzione era stata, su suggerimento degli intensivisti, quello di realizzare un luogo concentrato dove poter le collocare un numero ampio delle terapie intensive, anche per ottimizzare il personale”. “Abbiamo avuto anche più di 80 concittadini trasportati addirittura fuori Regione e 20 fuori dal Paese per dare speranza – ha ricordato – quindi in quel momento bisognava dare soluzioni”. Poi, ha raccontato ancora l’assessore “nel momento in cui abbiamo aperto l’ospedale in Fiera per fortuna la condizione epidemiologica era nettamente cambiata” e così è stato “anche all’ospedale degli alpini di Bergamo”.

Gallera ha quindi concluso ribadendo che l’hub di Fieramilanocity “rimane un elemento centrale”. “Non si capisce altrimenti perché il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini ha detto che tra un mese e mezzo sarà pronto un hub di 146 posti letto in terapia intensiva non dentro gli ospedali ma in strutture attigue, con 21 mln di euro di risorse pubbliche, e perché così sarà “anche nelle Marche e in Campania”. “Dobbiamo prepararci a gestire al meglio quello che potrebbe succedere – ha detto ancora Gallera – fortunatamente a Milano non abbiamo vissuto quello che è stato vissuto a Bergamo e Brescia altrimenti l’ospedale in Fiera non sarebbe stato probabilmente sufficiente a ricoverare tutti i pazienti. Penso che nessuno possa dirci ‘peccato’ che non possa essere utilizzato”.

Per quanto riguarda i dati resi noti ieri, la giornata che ha dato inizio alla fase 2, questi restano in linea con gli ultimi giorni e “fanno trasparire un trend positivo”, ha commentato l’assessore Pietro Foroni, guardando “il numero dei ricoverati generali (-195) e dei dimessi (+697)”. “Purtroppo dobbiamo sempre costatare il numero dei decessi (+63)”, prosegue Foroni, che definisce poi un dato “così e così” quello delle terapie intensive, aggiungendo “l’importante però è che non aumenti”.

Nella tabella i dati per provincia, anche questi definiti “stabili” con Milano città che ha registrato un +48 nei contagi:

 

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