Milano è anche questa: un violino dal balcone e la preghiera vibrante di Bocelli in Duomo (video)

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Una girandola che gira su se stessa e non potrebbe fare altro, ma i colori della vita sono fuochi che accendono il tempo. Ed è un piroettare di iniziative ai balconi, negli striscioni esposti, un augurio solidale con il bicchiere in mano sul pianerottolo di casa, ma sì, andrà tutto bene. Ed è la vita che vuol riprendere il suo spazio. Chiassosa per quanto è possibile, ma poi un violino suona in via Zuretti con la maestria di un violinista della Scala e la malinconia inumidisce gli occhi. Ma sì. Andrà tutto bene…Ma il virus, purtroppo, sembra stare bene, a Milano: i numeri altalenanti su contagi e morti  mantengono alto lo stato di allerta e continuano ad oscillare e il grado di mortalità resta ancora alto, soprattutto tra le persone anziane. I medici di base esprimono  la preoccupazione che i contagiati sommersi non siano quantificabili, le indagini sulle RSA non diminuiscono le stragi, gli innumerevoli furbetti che tentano la fuga verso il mare, sono incoscienti, nonostante il raddoppio dei controlli e dei posti di blocco. I bivacchi, l’illegalità diffusa non arginano la diffusione del virus in questa città colpita e martoriata. Ma è Milano, con l’incanto della Bellezza, le tradizioni ancorate alla fede, la maestosità dell’opera dell’uomo. Un uomo solo, Andrea Bocelli, a dominare la fragilità con la preghiera, nel Duomo deserto e severo, canta, invoca, interprete vibrante di una umanità sospesa. E chiede la risurrezione di una città, di  un mondo  oggi sofferenti e feriti.

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