Il commento di Luciano: 26a giornata di serie A

Sport
Buongiorno amici sportivi, il campionato fa un altro passo falso a causa dell’infezione virale in atto. Anche stavolta, come nel precedente turno, altre 5 partite non verranno disputate e sono oggetto di vivaci e, in parte, comprensibili polemiche da parte soprattutto degli interessati al derby d’Italia, tra Inter e Juventus. Senza entrare nel merito di decisioni opinabili ma comunque spettanti agli addetti del setttore, e non ai giornalisti, possiamo comunque osservare con mestizia un campionato zoppo e vittima, come molti altri settori della vita quotidiana, di una emergenza sanitaria che sta rischiando di mettere in serio pericolo la stabilità economica, oltre che sociale, di un intero paese. Mi limito quindi allo stretto necessario in ambito informativo, raccontando le partite giocate negli anticipi previsti che inizialmente erano 3: Lazio-Bologna, Udinese-Fiorentina e Napoli-Torino.

All’Olimpico, la Lazio supera il Bologna di Mihailovic con un doppio vantaggio, conseguito tutto in un primo tempo di manifesta superiorità. Al 19′ è Luis Alberto a portare in vantaggio i laziali con un secco rasoterra dal limite, servito da Immobile. Appena un minuto più tardi però la Lazio rischia l’immediato pareggio, dal quale la salva Strakosha che respinge fortunosamente una ribattuta ravvicinata di Soriano a 2 metri dalla porta. La legge del calcio punisce spesso il gol fallito, e passa un altro minuto soltanto prima del raddoppio della Lazio con Correa, che dal limite destro dell’area centra il bersaglio anche grazie ad una deviazione involontaria di Danilo, che spiazza Skorupski. Nella ripresa, comunque, il Bologna torna in campo con la chiara intenzione di reagire, e lo fa bene ma con poca fortuna. Al 54′, Denswill in piena area incorna verso la porta laziale, Strakosha ribatte il pallone verso lo stesso attaccante olandese che insacca, ma la VAR rileva un leggero tocco sul braccio  di Denswill sulla ribattuta e annulla. Qualche minuto più tardi, Immobile a tu per tu col portiere si mangia il terzo gol spedendo a fil di palo, e al 69′ ecco un altro gol annullato al Bologna, con destro al volo di Tomiyasu. Stavolta la VAR annulla per impercettibile offside di Palacio, sfortunato il Bologna. La Lazio conclude quindi con questa vittoria il sorpasso su Inter e Juventus, ferme ai box per lo stop della Lega calcio e nel bel mezzo di roventi polemiche su un torneo, a questo punto, non più pienamente attendibile.
Nell’altro anticipo di Sabato, il Napoli vince la sfida con il Torino e si riporta in posizioni di classifica meno inconsuete per le sue qualità, piazzandosi al sesto posto. Partita ampiamente controllata dalla squadra di Gattuso, anche se va detto che il Torino è l’ombra di se stesso e prosegue nella serie di sconfitte che dura ormai da 7 incontri, incluso quello di coppa Italia, scivolando nelle parti agitate della bassa classifica. Napoli gagliardo e ritrovato, ormai, che va in gol al 19′ con Manolas, raddoppia all’81’ con Di Lorenzo e subisce il gol della bandiera granata soltanto a tempo scaduto, con Edera.
Il terzo anticipo, come noto, riguardava Udinese– Fiorentina, rinviata come già detto.
Passiamo alla Domenica, orfana di ben 5 incontri di cui almeno 2 avevano stimolato gli appetiti delle tifoserie. Si tratta ovviamente del derby d’Italia JuventusInter e di MilanGenoa, come già detto. Le altre 4, SassuoloBresciaUdineseFiorentina e ParmaSpal, più il posticipo di Lunedì tra Sampdoria e Verona, riguardavano prevalentemente la disputa per non restare troppo invischiati nella zona retrocessione. Le partite che si sono regolarmente disputate nel turno, hanno però prodotto una caterva di gol ed emozioni per le contendenti e per i rispettivi tifosi.
Iniziando da LecceAtalanta, un match che fin dalle prime battute lasciava intravvedere sviluppi pirotecnici, sia per la prolificità dell’attacco atalantino, sia per la conclamata debolezza della difesa leccese, la più battuta della serie A. Infatti, la sequenza di segnature è una vera raffica, ovviamente iniziando dall’Atalanta che, dopo appena un quarto d’ora, si ritrova in vantaggio con un clamoroso e goffo colpo di testa di Donati, il difensore leccese che accende la miccia, quasi non bastasse la scarsa ermeticità della propria difesa e la potenza d’attacco nerazzurra. Non passano 5′, e Zapata fa 2-0 con una poderosa capocciata che gonfia la rete di Gabriel. Ma le sorprese non finiscono qui, il Lecce sembra rimbalzare come una molla dal tappeto in cui pareva essere steso e Saponara, pescato da Deiola con un preciso lancio, si invola verso l’area, evita l’intervento di due difensori atalantini, e insacca con uno splendido loop nel sette alla sinistra di Gollini.  Arriva addirittura al pareggio, il Lecce, e lo fa proprio con quel Donati che aveva inizialmente confezionato uno dei più clamorosi autogol del campionato. Al 40′, sempre protagonista un ottimo Saponara, che serve al limite Donati e il difensore rimedia egregiamente al suo peccato iniziale, infilando di precisione alla destra di Gollini, 2-2 anche meritato. Nella ripresa, però, il Lecce non si ripete e la superiorità tecnico tattica dell’Atalanta ha ben presto la meglio, con una sventagliata di gol indubbiamente favorita anche dalla palese “allegria” della difesa giallorossa. 7 minuti dal fischio d’avvio, e i nerazzurri tornano in vantaggio con Ilicic, su tiro di Gomez respinto dal portiere. Poi è ancora la volta di Zapata, che infila su tocco di Pasalic, 2-4. Al 62′, Gomez serve un delizioso pallonetto in area a Ilicic, che a sua volta indirizza verso Zapata per la tripletta personale, 2-5.
89′, Malinovskyi lancia per Muriel, quasi in fuorigioco, che prima centra il palo e poi insacca ancora, in sospetto fuorigioco, ma poi il VAR convalida, 2-6. Chiude la girandola Malinovskyi al 91′, con un preciso sinistro da fuori area. Ed è un  record per l’Atalanta, con numeri d’attacco eccezionali, 70 gol all’attivo e terzo incontro del campionato concluso con sette reti. Si profila al prossimo turno (salvo nuovi provvedimenti della Lega) un avvincente duello con l’altra big del campionato, quella Lazio che seppur approfittando dello stop forzato di Inter e Juventus, si pavoneggia sola al comando della classifica.
Chiude la 26a giornata di questo campionato con le stampelle, l’incontro tra Cagliari e Roma, anche questo con una sviolinata all’essenza del calcio, che è sempre il gol. Alla fine, se ne contano 7, di cui 4 portano i 3 punti alla Roma al termine di una partita in cui, un pò come a Lecce, le difese hanno mostrato maglie un pò più larghe del lecito all’avversario. Prima fase con la Roma che spreca una incredibile sequenza di palle gol, forse 5 in 10 minuti iniziali, colpendo anche una traversa. Ma come spesso accade nel calcio, in vantaggio va sorprendentemente il Cagliari al 28′, con J.Pedro che si fa beffe di difensori e portiere, e mette nel sacco con un pallonetto. Illusione brevissima del Cagliari, che nell’azione successiva subisce il pareggio di Kalinic di testa.
Lo stesso croato giallorosso si ripete su perfetto invito di Mhkitaryan al 41′, Roma in vantaggio. La ripresa inizia con una traversa di Kluivert, ma prima del quarto d’ora arriva il gol dell’olandese figlio d’arte del padre milanista, con una discesa  solitaria su appoggio di Kalinic e difesa cagliaritana in bambola. Le emozioni proseguono, il Cagliari accorcia ancora con Pereiro al 74′, ma Kolarov su punizione all’81’ manda ancora a farfalle Olsen e fa il quarto gol romanista. La partita sembra infinita, tanto che all’89’ è ancora il Cagliari a smuovere il pallottoliere con il gol che chiude le ostilità, non senza suspence: rigore per mani di Smalling, batte J. Pedro e Lopez para,  ma ribattuta che finisce ancora sullo stesso J.Pedro, e stavolta la mette. Sugli scudi soprattutto Kalinic nella Roma, poi Mhkitayan, mentre per il Cagliari la sufficienza, anzi qualcosa in più, la merita solo J.Pedro autore di una doppietta.
Si chiude qui il resoconto di questa seconda giornata di un calendario stravolto dal coronavirus e dall’ambiguità di decisioni di lega calcio, prese forse un po’ troppo unilateralmente, e ormai difficili da sottoporre ad ulteriori revisioni. Buon Lunedi a tutti, nonostante la criticità del periodo, e arrivederci alle prossime puntate.

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