Parla al Corriere Fabrizio De Pasquale, “l’ultimo dei liberali”

Milano

Massimo Rebotti intervista sul Corriere Fabrizio De Pasquale, “l’ultimo dei liberali”. Un ritratto che delinea la convinta linea politica, la dedizione lunga più di vent’anni al miglioramento di Milano, la conoscenza delle tante criticità, la volontà costante di essere là, dove la battaglia è necessaria. Riportiamo l’intervista per la chiarezza dei valori espressi, per le soluzioni proposte, per la capacità, sempre, di illuminare l’esperienza con i propri principi.

Il personaggio della settimana di Massimo Rebotti

DE PASQUALE, LE BARRICATE DELL’«ULTIMO DEI LIBERALI»

«Reggetevi ai sostegni, old on to handgrips». Sulla metropolitana la voce registrata che da settimane mette sull’avviso i passeggeri, prova ad esorcizzare il problema delle frenate improvvise in cui sono incappati i mezzi pubblici negli ultimi tempi. Esaurite le ironie sul «rimedio» escogitato dall’azienda dei trasporti «reggetevi» -, è arrivata la politica con la proposta del capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale che dalle colonne del Giornale ha chiesto all’Atm un gesto pubblico di pentimento, modello Giappone: «Chiedete scusa e date agli abbonati un mese gratis». Laureato in Scienze politiche, esperto di comunicazione, 56 anni, è, tecnicamente, l’«ultimo dei liberali»; nel senso che al liceo e poi all’università, ha fatto in tempo a formarsi nella cantera del Partito liberale, che ancora esisteva. E l’imprinting, per De Pasquale, è rimasto quello. È quindi abbastanza insolita l’incursione nel campo del trasporto pubblico e collettivo, parole per le quali probabilmente conserva un certo, antropologico, fastidio. Se restiamo ai trasporti, infatti, il capogruppo azzurro si è più spesso battuto per i «diritti» di auto e automobilisti quindi individui, mezzi privati, «libertà» di circolazione: insomma, «totem» liberali. Dell’ultima domenica senz’auto, per esempio, ha parlato come di un provvedimento ai limiti del sovietico: «Non serve a niente, ma la sinistra vuole rieducarci». L’ipotesi di farne altre sette nel corso di quest’anno, avanzata due giorni fa da un esponente del Pd, probabilmente lo farà trasecolare. Già, perché quando De Pasquale ravvisa intenti «pedagogici» da parte della giunta «vogliono che andiamo tutti in bici» oppure una certa propensione al «controllo», vede «rosso»: e così le telecamere di Area B che l’assessore alla Mobilità Marco Granelli vuole installare nei quartieri Torretta e Ponte Lambro sono bollate come cose da «Stato di polizia». Difficile immaginare il pacioso assessore come un commissario politico staliniano, sta di fatto che, da un po’ di tempo a questa parte, è lui che il capogruppo di FI ha messo nel mirino. Consigliere esperto, eletto per la prima volta a Palazzo Marino nel 1997, con la messa in discussione delle «eccellenze», reali o presunte, dell’amministrazione di centrosinistra dalla gestione Atm alle politiche sul traffico inaugura una delle chiavi della campagna elettorale (in salita) che il centrodestra si appresta a fare. Sarà per le varie stagioni politiche attraversate, ma De Pasquale non è monotematico: parla spesso di sicurezza e stranieri, come tutti nel centrodestra, ma non ne parla continuamente. Preferisce, per esempio, spulciare il bilancio del Comune e attaccare sulle tasse, accusando la sinistra di «tosare» i cittadini. Stretto dall’ascesa dei leghisti «c’è una destra concentrata sull’immigrazione, ma c’è anche una forza liberale che si occupa di crescita economica» ormai lontani i «tempi d’oro» di FI, si appresta all’ennesima battaglia anti-Sala (di cui fu anche «dipendente» ai tempi di Expo) confidando che nel bagagliaio dei suoi «totem» giovanili ci siano ancora attrezzi utili al presente.

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