L’Italia tra cronaca e arte in otto documentari da non perdere

Cultura e spettacolo

Attenti al documentario e al suo passo artistico che negli ultimi anni ha ridotto le distanze, se mai ci fossero state, con il ‘cinema cinema’. Ora, con otto documentari, parte la V edizione di RACCONTI ITALIANI, l’iniziativa della FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) che propone, negli oltre 400 schermi associati, una selezione dei migliori documentari di ultima produzione. Queste le otto opere in programma, riunite sotto il comune denominatore della qualità e con una selezione a cura della stessa Fice e di Maurizio Di Rienzo: CERCANDO VALENTINA di Giancarlo Soldi; MARCO POLO di Duccio Chiarini, un anno tra i banchi di scuola a Firenze; MOTHER FORTRESS di Maria Luisa Forenza; SANTA SUBITO di Alessandro Piva; SCHERZA CON I FANTI di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna, il sofferto e ironico rapporto tra italiani e mondo militare; SE C’È UN ALDILÀ SONO FOTTUTO di Simone Isola e Fausto Trombetta, sulla vita e l’arte del trasgressivo Claudio Caligari ; SHELTER – ADDIO ALL’EDEN di Enrico Masi, storia di Pepsi militante transessuale, e SONO INNAMORATO DI PIPPA BACCA di Simone Manetti. In SANTA SUBITO – vincitore del premio del pubblico alla Festa del cinema di Roma – di Alessandro Piva c’è la serrata ricostruzione della breve vita di Santa Scorese, attivista cattolica di Bari che per anni subì le morbose attenzioni di uno stalker fino al tragico epilogo. 

Molto bello anche CERCANDO VALENTINA di Giancarlo Soldi, documentario sulla storia artistica e culturale di Guido Crepax, artista che intercettò con la sua Valentina tutti i fermenti della dinamica Milano fine anni 60. Una Valentina che diventa il suo alter ego e un’icona amata da più generazioni. MOTHER FORTRESS di Maria Luisa Forenza racconta invece di Madre Agnes che con la sua comunità internazionale di monache e monaci affronta la guerra in Siria nel monastero ai piedi delle montagne dove si nasconde l’Isis. E tutto questo per portare aiuti ai siriani intrappolati. Infine, MI SONO INNAMORATO DI PIPPA BACCA di Simone Manetti con la triste vicenda di Silvia e Pippa, due artiste che nel 2008 vestite da sposa intendevano attraversare in autostop paesi sconvolti dalla guerra trasmettendo un messaggio di pace tra i popoli. Un’avventura purtroppo interrotta tragicamente dopo 23 giorni. “Lo sguardo del nuovo cinema documentario – sottolinea Maurizio Di Rienzo – per sua vocazione narrativa coglie e rappresenta non solo le diverse articolate realtà di questi anni sempre più difficili e inquieti, ma sa anche inquadrare vite e cammini di reattiva positività e rielaborare poi eventi storici con accurate scelte di filmati d’archivio. Riscoperte, analisi, ritratti: il cinema del reale anche in Italia sta dando vera visibilità all’umano. Per questo – conclude Di Rienzo – è più visibile e necessario”. (Ansa)

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