Il “modello” Milano diventa città degli stupri, da agosto 167 casi.

Milano

Parla il Tribunale di Milano e assegna alla città un record da brividi perché, in media, c’è un aumento preoccupante delle violenze sessuali e dei seriali che sui bus aggrediscono le donne.

A pochi giorni dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Milano deve registrare un numero sempre più alto di denunce per episodi di maltrattamenti da parte degli uomini sulle milanesi. Gli stupri, le  botte, i pestaggi e le molestie si ripetono ogni giorno.

Le violenze sessuali a Milano sono in aumento: il numero delle denunce sia per quelle domestiche, sia per quelle in strada, è in crescita negli ultimi due mesi” dice a Il Giornale il procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella, che ha la delega per i reati contro le fasce deboli.

I numeri? Secondo quanto riportato dal procuratore, infatti, a partire dall’introduzione del codice rosso, ad agosto, le denunce arrivate sono state 167.

Purtroppo Mannella ha anche chiarito come la procura e le forze dell’ordine stiano lavorando all’identificazione di un gruppo di “seriali” che “palpeggia le donne sugli autobus” . Oggi, per fortuna, grazie alle telecamere è possibile riconoscerne i volti e ipotizzare che si tratti di personaggi ricorrenti. E importantissimo è denunciare e non avere titubanze.

E sul caso è intervenuto anche il senatore della Lega Roberto Calderoli, che ha definito “sconcertanti” i numeri diffusi dal tribunale di Milano: “Da agosto 167 casi di violenza sessuale a Milano, circa due casi al giorno. Ma nessuno si indigna? Ma ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando? Di 167 donne con la vita per sempre segnata da questa violenza“. Calderoli ha ribadito le sue posizioni, già ripetute negli anni, su un intervento specifico: “Questi stupratori e violenti si sentono liberi di agire e di colpire perché sanno che rischiano poco o nulla in termini detentivi, se invece sapessero di rischiare la castrazione chimica ci penserebbero bene prima di delinquere e aggredire. Cosa aspettiamo a fermarli?“.

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