La procura di Milano apre un’inchiesta sugli insulti e minacce social a Liliana Segre

Milano

E’ stata aperta un’inchiesta, al momento contro ignoti, dalla procura di Milano a seguito di messaggi d’odio e insulti social nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre. La senatrice,oggi 89enne, è prima firmataria di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.

L’inchiesta è stata aperta nel 2018 ma ne è stata data notizia solo in questi giorni dopo la diffusione da parte dell’Osservatorio Antisemitismo dei molti messaggi razzisti e minacce social ricevuti dalla senatrice circa 200, destinati quotidianamente alla Segre con riferimenti antisemiti o incitazioni all’odio razziale.

Un esempio:  “Questa (…) ebrea di m. si chiama Liliana Segre, chiedetevi che ca..o ha fatto per diventare senatrice a vita stipendiata da noi ed è pro invasione? Hitler non ai (senza h Ndr) fatto bene il tuo mestiere”

La Segre, sopravvissuta ad Auschwitz ed oggi testimone dell’Olocausto, ha parlato ieri a Milano in un convegno dal titolo “Dal Binario 21 ad Auschwitz. Il linguaggio dell’odio: incontro con Liliana Segre”, che si è tenuto all’Università Iulm.  “Gli odiatori vanno curati: perdono il loro tempo, il tempo è prezioso, consiglio di non sprecarlo, ho una grande pena per loro”, ha detto tra le altre cose la senatrice a vita a proposito degli hater durante l’incontro. “Io non odio gli odiatori – ha aggiunto la Segre – non sono capace di odiare. Ma non perdono e non dimentico, questa è un’altra cosa completamente”.

Solidarietà alla senatrice a vita riguardo agli insulti social è arrivata anche dal mondo della politica, dal premier Giuseppe Conte che ha annunciato che “inviterà tutte le forze politiche in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio. Via social e a tutti i livelli” fino alla presidente del Senato Elisabetta Casellati che ha parlato di “un insulto alla storia e alle istituzioni di un Paese che sul rifiuto dell’antisemitismo e sul ripudio della violenza ha eretto la sua architettura democratica e ritrovato la pace, la libertà e il progresso”. .

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