Il commento di Luciano alla 9a di serie A

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Eccoci alla nona. Ma Beethoven aveva fatto di meglio, almeno per quanto riguarda le due che si sono appaiate nel tirare un freno a cui nessuna delle due pensava nemmeno inavvertitamente, come negli anticipi di Sabato. Prima la Juventus, poi l’Inter, due mezzi passi falsi inopinati, ma se uno dei due è meno fastidioso è quello dei bianconeri. Infatti sono loro che, ringraziando l’Inter (o il Parma, a seconda dei punti di vista) rimangono ancora in testa alla classifica, mantenendo il punticino sull’Inter. A Lecce, la squadra di Sarri ha gettato alle ortiche una miriade di occasioni, è andata in gol solo su rigore (Dybala al 50′), e su rigore (Mancosu al 56′) è stata raggiunta. Oltre a 2 punti che sembrano persi, perde poi anche Pjanic per problemi muscolari, e Higuain per un colpo alla testa preso dal portiere leccese in uscita. Tutto sommato, più che lamentarsi dell’occasione persa per vincere, la Juventus può consolarsi con il pareggio tra Inter e Parma, che evidenzia per i nerazzurri qualche limatura ancora da fare sull’organizzazione in campo, e su un organico che pare ancora “corto” riguardo i ricambi in panchina. Pochi e non proprio sosia dei titolari, ragioni per cui Conte sembra a fine partita piuttosto seccato e critico nei confronti di quella dirigenza che doveva garantirgli spalle coperte. A S.Siro col Parma il gol è arrivato solo al 23′ , da Candreva con deviazione che spiazza Sepe, ma la gioia dura esattamente 3 minuti. La spegne Karamoh, proprio il giovane ex di turno che sfrutta un clamoroso erroraccio di Brozovic (assolutamente in giornata no) e batte Handanovic per il pareggio lampo del Parma. E i gialloblu approfittano ancora di Brozovic, stasera ben poco “epic” appena 4 minuti più tardi, con Gervinho che raccoglie un nuovo regalo del croato, e porge al Parma addirittura il profumo di vittoria. Ci pensa Lukaku (comunque piuttosto fiacco e in ombra) a riprendere il pari, al 55′ dopo un lungo check VAR viene convalidato il suo gol, inizialmente annullato per presunto fuorigioco. Ma l’Inter ha poco da rallegrarsi, avendo perso un’occasione d’oro per effettuare il controsorpasso ad una Juve inchiodata a Lecce.

Su altri fronti, sempre negli anticipi del Sabato si registrano vittorie del Sassuolo a Verona (0-1, gol di Djuricic al 50′) e vittoria, ancora più netta, del Genoa in rimonta sul Brescia (bel gol di Tonali al 34′), un 3-1 contraddistinto da gol di pregevole fattura. Autori, in sequenza, Agudelo (66′), Kouamè (75′) e Pandev (79′). Il Genoa festeggia così l’arrivo in panchina di Thiago Motta, un esordio promettente. Dopo gli anticipi, il clou della Domenica doveva essere RomaMilan, più che Fiorentina-Lazio. E all’Olimpico si riconferma il momento difficile del Milan, che perde altri 3 punti anche con la nuova guida Pioli in panchina. Squadra svagata, troppo imprecisa e approssimativa nella manovra, che non trova quasi mai sbocchi per mettere in difficoltà l’avversario di turno. La Roma invece è stata più incisiva e può recriminare diverse altre occasioni mancate di poco, oltre i due gol che hanno deciso la partita con Dzeko al 38′ e Zaniolo al 59′, con il solo breve intervallo di 4 minuti, tanto è durato il pareggio del Milan con Hernandez al 55′. Partita che termina nervosamente, con ben 5 ammoniti per il Milan e 3 per la Roma. A Pioli toccherà fare gli straordinari in casa rossonera…

Mentre gli straordinari li fa sul campo l’Atalanta, una squadra che si diverte, divertendo il pubblico a dispetto di qualche rovescio in versione europa, frutto della inesperienza. Ben 7 i gol rifilati all’Udinese, con tripletta di Muriel, doppietta di Ilicic e gol di Pasalic e Traorè. Gol della bandiera per l’Udinese, con Okaka. I commenti non servono nemmeno, visto il punteggio più che eloquente.  Nei quartieri alti, sorprende ma non eccessivamente il pareggio (1-1) del Napoli a Ferrara contro la Spal, visto l’equilibrio che si sta evidenziando nei risultati di questo primo scorcio di stagione. Non basta il gol di Milik al 9′ per la squadra di Ancelotti, che si fa raggiungere al 16′ da Kurtic con una fucilata in corsa su cross di Strefezza. Occasione persa quindi, anche per il Napoli, per accorciare le distanze da Juventus e Inter. Al centro della classifica, Bologna che supera la Samp 2-1 con gol del sempre vivo Palacio al 48′, pareggiato un quarto d’ora più tardi da Gabbiadini per la Samp. Vittoria della squadra di Mihailovic al 78′ con gol di Bani. Altro match tra Torino e Cagliari, finito in pareggio (1-1, gol di Nandez e pareggio granata di Zaza) ma confermando il Cagliari in ascesa  a ridosso delle prime 5 posizioni, 1 punto sotto la Roma vittoriosa sul Milan. A chiusura della giornata, emerge la Lazio sul filo di lana, a soffiare i 3 punti ad una Fiorentina combattiva e probabilmente non meritevole di sconfitta. Laziali in vantaggio al 23′ con Correa, ma reazione immediata della Fiorentina che pareggia in 4 minuti con Chiesa. Partita vibrante fino alla fine,  la viola contesta a lungo il gol, viziato forse da un fallo commesso dai laziali ma non fischiato, sul quale ha preso il via l’azione che porta al secondo vantaggio di Immobile. Il VAR effettua la verifica, ci mette un pò ma alla fine arriva la convalida, Lazio in gol. E proprio allo scadere del secondo  (su 5) minuto di recupero, ecco la possibile frittata finale per la Fiorentina, con clamoroso colpo di mano in area di Ranieri che causa un rigore. Batte Caicedo, ma Dragowski para, evitando una punizione eccessiva per la squadra di Montella, che comunque resta a quota 12,  assieme alla stessa Lazio e al Bologna. E’ tutto, nessun posticipo Lunedì, quindi arrivederci alla decima!|

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