Tutte le balle rosse (finora) sulla manovra economica

Politica

Stiamo arrivando nella fase più calda dell’anno economico: la manovra. Qualcuno fa notare che la vecchia finanziaria non esista più, per legge. Sarà. Ma nella pratica non mi pare di notare grosse differenze. Comunque a fine anno si deciderà quanto a fondo mettere le mani nelle nostre tasche. E stavolta si punta direttamente alla gola del contribuente. Vediamo alcune perle, prese direttamente dall’intervista del ministro delle Finanze Gualtieri:

Green New Deal.

Questa è una mia piccola gioia. Cosa sia, nella pratica, non lo sappiamo, ma ha una storia gloriosa alle spalle. L’ideatrice, o meglio la sponsor più famosa, di questa idea è Alexandra Ocasio Cortez, la millennial socialista Americana. Lanciato in pompa magna, costa qualche migliaio di miliardi. Migliaio di miliardi. E prevedeva di ridisegnare completamente, da zero, l’economia Usa. I Repubblicani, dopo essersi fatti un paio di risate, hanno scelto la via migliore per liberarsene: l’hanno portato loro in aula. Al Senato, dove hanno la maggioranza. Pari pari, senza cambiare una virgola. I Democratici, ovviamente, hanno votato contro. Ecco, al PD non deve essere arrivata la notifica. Per cui ci riproveranno. Ovviamente tutto a debito, perché loro possono. Tanto a pagare saremo sempre noi.

Lotta all’evasione fiscale

Secondo dati Istat, nel periodo 2002-2017, quindi con dentro due recessioni, il nostro Pil è cresciuto di 7 miliardi. 7. Bene, nel medesimo periodo, la pressione fiscale è salita di 200. DUECENTO MILIARDI. È ovvio che, se evasione ancora ci sia, è di mera sopravvivenza. La vacca ormai è esausta, non può più essere munta. Si può solo renderle più difficile mangiare, per essere sicuri che non nutra di nascosto un vitello che esiste solo nella fantasia malata dei tassassini al potere. Ecco, dunque, che si ricorrerà a procedure digitali sempre più complesse. Più arcane. Costose. Inutili. Si tasserà il contante. E via di questo passo. La bestia ha fame.

La finanziaria degli asili nido

Il principale focus finora, la misura concreta simbolo, saranno gli asili nido. Scusate se mi ripeto, ma è importante: gli asili nido. Questa non è una finanziaria, è il bilancio di un piccolo comune. Pulmini per i disabili, asili nido, attenzione agli ultimi. Nelle città più grandi è un orizzonte da municipio. Questo non vuol dire che non siano temi importanti. Solo che sono temi di così piccolo cabotaggio da far trasparire la grande, amara, verità. Nessuno crede che il nostro paese sia rilanciabile. Quindi si punta sul piccolo, perché il grande lo decide direttamente Bruxelles. Che, per carità, se l’alternativa sono Castelli, Speranza e Borghi è meglio così. Ma, ovviamente, in Europa non gliene frega nulla del futuro del nostro paese. Basta che siamo stabili, e loro sono felici. Ma un grande paese dovrebbe aspirare a qualcosa di più.

In sostanza, la finanziaria eviterà l’aumento dell’Iva (buono), non farà la flat tax per motivi ideologici (male), ridurrà il debito (per finta) e farà più asili nido. Fosse il comune di rocca cannuccia, potrei anche essere felice. Ma saremmo ancora nel G7. Dove il condizionale è d’obbligo.

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