Il commento di Luciano alla 26a di serie A

Sport
Il calcio d’avvio degli anticipi corrisponde ad un calcio dell’Inter alla possibilità di non essere raggiunta e superata in classifica. Perde (male) a Cagliari, mentre il Milan nell’anticipo di Sabato ringrazia un’autogol ed un palo del Sassuolo, per essersi preso 3 punti che in campo non sono parsi meritati. La Samp ripresenta un gagliardissimo vecchietto di nome Quagliarella, che inventa ancora calcio e gol (doppietta alla Spal). Atalanta riemergente e scoppiettante, spettacolare incontro a Bergamo con i ragazzi di Gasperini che segnano ancora 3 gol alla viola, ma stavolta ne prendono solo uno. Il clou della giornata domenicale, a Napoli, vede ancora una vittoria della Juventus strappata con gran buona sorte, dopo essere stata in palese affanno, ma sempre pronta a sfruttare cinicamente la minima distrrazione dell’avversario di turno. Virtualmente consegnato a Torino l’ottavo titolo consecutivo.
Cagliari – Inter 2-1
Un’Inter con la mente offuscata dalla telenovela IcardiWanda, abdica al “trono” del terzo posto, giocando una partita appena decente solo nella ripresa, quando ormai il risultato era già scritto nei primi 45′. Il Cagliari è decisamente meglio disposto e gioca, guardacaso, forse la miglior partita del campionato fino ad oggi, contro una delle peggiori Inter viste finora. E quando la squadra non gira, anche gli episodi non sono a favore: sul primo vantaggio del Cagliari, è di Perisic l’ultimo tocco su deviazione di Ceppitelli. La punizione da cui è poi scaturito il gol, era per un fallo inesistente Skriniar, scontratosi con Cigarini, il quale già ammonito per fallo su Nainggolan, è stato graziato dall’arbitro evitando l’espulsione. E dulcis in fundo, Lautaro manca la doppietta colpendo il palo.
I gol, al 30’autorete di Perisic, pareggio di Lautaro al 38′ e poco prima del finale di tempo il 2-1 del Cagliari con Pavoletti che gira magistralmente al volo su cross dalla destra. Cambio marcia dell’Inter, dalla terza alla quarta (in classifica) ma va in retro.
Empoli – Parma 3-3
Pareggio di moda, questo 3-3, e stavolta lo recitano in triplice botta e risposta le due contendenti, con tanto di incertezza fino al 90′ e oltre, come sembra ormai consolidato trend. Inizia Gervinho al 13′, su servizio di Siligardi, e porta in vantaggio il Parma, ma per pochi minuti. Dell’Orco pesca un lancio di Farias e rimette in corsa l’Empoli. Sfuma il pareggio del primo tempo, col Parma che ritorna in vantaggio con Rigoni al minuto di recupero. Ripresa, al quarto d’ora riecco nuovamente il pari acciuffato da Caputo su rigore autoprocurato. Quando mancano pochi minuti al fischio finale, terzo tentativo del Parma di rimanere in vantaggio con gol di Bruno Alves (convalida del VAR), ma nulla da fare. L’Empoli non si arrende e per l’ennesima volta ribatte con Silvestre, ma secondo la Lega Calcio la palla viene deviata per ultimo da B.Alves, qundi autogol che stabilisce il punteggio finale.
Milan – Sassuolo 1-0
Quando gli episodi confluiscono in una sola direzione, nel calcio si può vincere anche giocando male, subendo l’avversario, ma avendo dalla propria parte anche quel pizzico di “lato B” che non guasta mai. Accade così che il Sassuolo scenda a S.Siro quasi come vittima predestinata in pasto ai satanelli rossoneri, e invece a sorpresa non solo non si spaventa, ma riesce a far tremare pubblico e squadra con incursioni a ripetizione, mettendo in chiara difficoltà il più quotato avversario. Che però ribadisce di aver dalla sua l’imponderabilità della sorte, e la sfrutta al 35′ grazie ad una sfortunata deviazione di Lirola che, davanti alla porta, presta un fianco al rimbalzo di un pallone che arriva su calcio d’angolo. Piatek e Musacchio non lo toccano, ma sbatte su Lirola e finisce dentro.  Il Sassuolo martella il Milan anche nella ripresa, pur rimanendo in 10 dal 20′ per espulsione di Consigli (manata su Piatek fuori area), e il palo nega il pareggio a Boga, riuscito poco dopo ma  annullato per fuorigioco. A conferma che anche i pali giocano, il terzo posto del Milan è parzialmente frutto di un incrocio dei legni tra Cagliari e S.Siro.
Lazio- Roma 3-0
Derby della Capitale, che per la Lazio era off limits dal 2012 negli incontri casalinghi. E in questa occasione si prende una succosa rivincita, approfittando anche di una Roma che sembra scimmiottare l’Inter, nel continuo altalenare tra periodi di vena e altri di carestia. Diversi uomini chiave giallorossi fuori condizione, ad iniziare da Dzeko, per proseguire con Zaniolo in ombra e poi fuori per infortunio, Florenzi, Fazio e Kolarov, un mezzo disastro. I gol, quasi inevitabili in questo contesto, iniziano al 12′ con Caicedo, su azione combinata con Correa, che supera in dribbling Olsen e segna il vantaggio laziale. Prova a reagire la Roma, ma becca il raddoppio al 73′ su rigore per atterramento di Correa in area, il rientrante Immobile dal dischetto non fallisce. La chiude definitivamente all’89’ la Lazio, con Cataldi che scaraventa in rete un bel passaggio di Milinkovic Savic, 3-0 e sogni europei della Roma da rimandare a tempi migliori, anche perchè di botto dovrà rinunciare a Fazio, Dzeko e Kolarov per squalifica, e forse a Zaniolo per l’infortunio.
Torino – Chievo 3-0
Primo tempo con scarse occasioni per il Torino, Chievo che sostituisce Schelotto infortunato al 17’ con Depaoli. Granata che sembrano comandare il gioco, ma con scarsa pericolosità per la porta di Sorrentino, mentre Meggiorini e Djordjevic hanno provato a incidere la difesa granata, senza risultato.
Djordjevic si incarta due volte al 49’ davanti a Sirigu, calciando debolmente, e un minuto dopo Izzo in volo di testa impegna alla grande parata Sorrentino. Il numero Il numero uno del Chievo manda in corner il tentativo di Zaza, ma al 77’ deve arrendersi a Belotti che insacca alle sue spalle, vantaggio Toro. Rincon la chiude al 92’, un minuto dopo Zaza porta a 3 i gol e archivia la vittoria degli uomini di Mazzarri.
Spal – Sampdoria 1-2
I blucerchiati espugnano il Mazza e mettono in vetrina sua maestà Quagliarella, grazie a una doppietta spettacolare. Ma non contento, centra anche un palo con un bolide da oltre 30 metri e fallisce di poco la tripletta con ulteriori occasioni. La Spal accorcia al 60′ con Floccari, ma per fuorigioco di Petagna viene annullato il gol. In pieno recupero, al 94′ la Spal va finalmente a bersaglio con Kurtic su punizione, ma non basta, il tempo è finito e la Samp porta a casa il bottino, coccolando un bomber 36enne che regala ancora giocate da campione.
Udinese – Bologna 2-1
De Paul su rigore apre le ostilità al 25′, per un fallo di Poli su Pussetto. Il Bologna gioca e trova il pareggio con Palacio a 6′ dal termine del primo tempo, ma nella ripresa è Pussetto al 79′ a conquistare i tre punti per i friulani, con un preciso colpo di testa. Per il Bologna è ancora sconfitta, anche se a testa alta, ma poco utile ai fini della classifica. L’Udinese si mette in cascina un buon margine, in vista delle trasferte in casa di Juventus e Napoli.
Genoa – Frosinone 0-0
In 10 per un’ora di gara per l’espulsione di Cassata (34° primo tempo), il Frosinone di Baroni alza il muro in difesa e riesce a incassare un punto prezioso. Il Genoa domina, fa possesso, ma crea pochi pericoli a Sportiello e compagni, bravi a difendere senza troppi affanni. I ciociari restano a 5 punti dalla salvezza, Genoa che sale a +12 sulla terz’ultima, grazie a questo sesto risultato utile consecutivo.
Atalanta – Fiorentina 3-1
Duello ricorrente che sembra essere garanzia di spettacolo, e anche stavolta fioccano i gol, però quasi tutti da una parte. Come Mercoledì, nella semifinale d’andata di Coppa Italia al Franchi, le due squadre si affrontano su ritmi infernali e a Bergamo danno modo al pubblico di applaudire entrambe. L’Atalanta torna a coltivare giuste euroambizioni, la Fiorentina crolla dopo un avvio assolutamente pimpante e combattivo quanto l’avversario. Nell’ordine, i goleador: Muriel per i viola al 3′, Ilicic al 28′, Gomez al 34′ e Gosens al 59′ per l’Atalanta di Gasperini.
 
Napoli – Juventus 1-2

I bioanconeri passano in cassa e ritirano 3 punti bagnati, sudatissimi e pieni di interrogativi in proiezione Champions. Subiscono il Napoli per buona parte della gara, giocano in superiorità numerica per metà del primo tempo grazie all’espulsione del portiere partenopeo Meret per un fallo su CR7 al limite, in conseguenza della quale vanno in vantaggio con una magistrale punizione di Pjanic dai 20 metri. Il Napoli reagisce con veemenza e pochi secondi dopo potrebbe pareggiare con Zielinski, che per sua sfortuna angola troppo e colpisce il palo a portiere battuto. Invece è ancora cinicamente la juventus a colpire e raddoppiare con un’altra delle poche azioni in attacco, Emre Can di testa sembra chiudere la partita. A inizio ripresa è Pjanic a finire in rosso per doppia ammonizione, e la parità numerica torna in campo. Passa un quarto d’ora e il Napoli, credendoci ancora, accorcia le distanze con Callejon e sfiora il clamoroso pareggio con Zielinski, pallone sulla traversa. L’occasione d’oro arriva però dopo la mezz’ora, quando a seguito di un check VAR l’arbitro fischia il rigore per un presunto mani in area (molto simile a quello dato in Fiorentina- Inter per fallo di D’Ambrosio). Errore fatale di Insigne, sfortunato, che calcia bene ma eccessivamente angolato, la palla sbatte sul palo interno e torna in campo. Il Napoli avrebbe meritato almeno il pareggio, ma nel calcio non si vince ai punti se non quelli della classifica.

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