Per quel clochard carbonizzato, il nipote “Non c’è stata giustizia perché considerato meno di zero”

Cronaca

Ahmed Fdil  il clochard marocchino 64enne morto carbonizzato la sera del 13 dicembre 2017 a Santa Maria di Zevio (Verona) dentro l’auto che era diventata la sua casa, è morto per un gioco, per noia?

Il Tribunale per i minorenni di Venezia che non ha emesso nessuna condanna per l’unico dei due responsabili dell’omicidio rimasto imputato, l’altro – 13enne all’epoca dei fatti – non era processabile.

Ma quanto vale la Vita? Il nipote chiede giustizia per un gesto così efferato e dice al Corriere “Era un brav’uomo, uno spirito libero. Aveva lavorato in Italia per 35 anni come operaio, poi aveva perso il lavoro e si era ridotto a vivere in quella vecchia auto abbandonata. A lui stava bene così, in fondo non dava fastidio a nessuno e in paese era ben voluto da tutti. Tranne che da quei ragazzini. Lui e il suo amico hanno ammazzato un essere umano come fosse un ratto, bruciandolo vivo. Quei ragazzini sono il risultato di tutto ciò che non funziona: una cattiva scuola, una cattiva educazione, una vita di strada… E questo tribunale, invece di punirli cogliendo l’occasione per lanciare un messaggio a tutti i loro coetanei, ha scelto di premiarli evitando – anche all’unico che poteva essere perseguito la condanna che meritava

1 thought on “Per quel clochard carbonizzato, il nipote “Non c’è stata giustizia perché considerato meno di zero”

  1. Se fosse accaduto negli Stati Uniti sarebbero stati tutti e 2 processati e condannati a non meno di 15-20 di carcere
    Vorrei sapere chi sono i genitori di questi 2 piccoli delinquenti

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