I disagi di M4: per quanto ancora bisognerà sopportare?

Milano

La tratta ovest é in ritardo di 15 mesi, questo è accertato. Le talpe sono a Gelsomini e dovrebbero  mantenere una corsa di oltre 15 metri al giorno per arrivare in Solari a fine luglio 2019. Se scaveranno 8 metri al giorno, arriveranno a fine Dicembre. E i tempi di manutenzione? Quindi? Un ritardo di 20, 22 mesi. E la tratta centrale? Quando arrivano le TBM? Il Comitato San Vittore, i condomini di Via De Amicis hanno scritto: vogliono il cronoprogramma! Nessuna risposta. Non parole, un documento, come quello che era allegato al progetto originale. Ma, come scrive il Sole 24 Ore, la crisi di Astaldi, che è ricorso alla procedura 182-bis influisce sull’aggiornamento del cronopropgramma. 2-bis. Manca infatti la firma di Astaldi, che detiene il 9,6% della concessionaria M4, all’atto integrativo con il  Comune legato all’aggiornamento del cronoprogramma dell’opera (con un incremento dei costi di oltre 300 milioni) e, di conseguenza, anche il via libera delle banche creditrici al nuovo piano economico e finanziario.

I residenti vivono in isolamento nel deserto dei tartari. I mezzi pubblci sono lontani e se una persona è in là negli anni o anche se è un ragazzo occasionalmente in stampelle, come può raggiungere le fermate che distano anche 800 metri o 1 chiilometro? Avevamo chiesto navette, taxi a prezzi calmierati. Nulla. Usiamo quello che c’è, spesso in ritardo come il 14, che domenica dava attesa di 20 minuti.

I Commercianti fanno certo fatica. Alcuni resistono a stento, altri hanno chiuso.  Lungo la tratta dal 2016 al 2018, secondo uno studio di Confcommercio, come scrive il Corriere della Sera del 30 Dicembre 2018, hanno  chiuso  634 attività, ma 853 hanno aperto. Un bilancio attivo di 219 attività. Poco credibile. Bisognerebbe conoscere il raggio di copertura, a soffrire di più sono i frontisti e gli angolisti, nascosti dalle cesate; se uno chiude e  apre a un chilometro certo starà meglio. E bisognerebbe conoscere il tipo di attività. Solo negozi al dettaglio, o anche e commerce, mi chiedevo? La verità, mi hanno detto, è che sono state considerate le partite IVA: cioè i negozi (le vetrine su strada), ma anche gli ingrossi, gli uffici di società di ogni tipo,  i professionisti, gli artigiani, le aziende domiciliate presso un commercialista. Quindi non solo vetrine. Si può spiegare facilmente. Gli affitti lungo la tratta generalmente sono diminuiti, quindi può essere vantaggioso affittare un ufficio o, per esempio per un elettricista,  affittare un’abitazione e registrare la partita IVA. In buona sostanza non si può procedere a una semplice sottrazione. Bisogna contare le vetrine chiuse e sono tante, alcune dal 2016. Qualche commerciante ha provato ad aprire nelle zone disagiate, perché più convenienti, per esempio il Prestinaio Gran Forno di Via Lorenteggio 41 è passato di mano tre volte ed ora è chiuso. Sorge un’altra questione: ai commercianti vengono riconosciuti dei contributi, ma se sono proprietari dei muri no, anche se pagano pesantemente un mutuo, solo se pagano l’affitto. C’è da chiedersi perché un mutuo non sia paragonabile a un affitto e comunque chi possiede i muri non per questo non subisce il danno. Residenti e commercianti, i problemi degli uni si intersecano con i problemi degli altri. C’è una forte correlazione. Negozi abbandonati o saracinesche abbassate vogliono dire meno luce,  meno persone in giro, che vuole dire meno sicurezza. La carenza di mezzi influisce negativamente sulla vita dei cittadini e ricade sui commercianti. Il 24 Gennaio al Municipio 6 c’è stata Commissione Commercio sullo Sviluppo Economico. Al 162 di Lorenteggio vogliono sapere, visto che le talpe sono già passate, quando copriranno o almeno ridurranno il cantiere. La copisteria Riprovelox e le abitazioni, per lo più villette e quindi meno sicure, sono completamente coperte dalle cesate e per accedere bisogna fare un giro intorno al cantiere molto precario per la scarsa sicurezza.

A mio avviso bisogna affrontare la situazione nella sua interezza, rilevando il ritardo, e cercando di dare nuove mitigazioni. Molto tempo fa avevo chiesto degli specchi da mettere all’inizio e al termine delle cesate. Sarebbero un bel deterrente per qualche malintenzionato

Se siamo nei tempi o se siamo in ritardo, è ora di parlare di domani, cioè di come saranno le stazioni. Ieri abbiamo letto della nuova soluzione a Sant’Ambrogio, ma nessuno dei residenti sapeva qualcosa.. E pensare che sono stati fatti workshop su workshop. Manca proprio l’informazione. E la comunicazione langue. Anche le cesate istoriate si stanno logorando. Bisognerebbe capire che cosa si prevede di fare con i 3,8 Milioni a budget. Bene, bisogna ricominciare da capo, anche perché tutti coloro che vivono sui cantieri si chiedono quante vibrazioni e quante crepe subiranno, con l’arrivo delle TBM. Le crepe causate dai lavori in stazione già ci sono, quindi non sanno che cosa aspettarsi.

E sarà opportuno per tempo avvisare i negozianti, perché oggetti fragili o preziosi in vetrina potrebbero cadere. E’ già accaduto, con lo scavo delle TBM potrebbe certamente accadere di nuovo. Meglio prevenire con una puntuale programmazione.

7 thoughts on “I disagi di M4: per quanto ancora bisognerà sopportare?

  1. La M4 era già un progetto vecchio e inutile nella tratta ovest prima che cominciassero i lavori. Hanno desertificato interi quartieri, hanno abbattuto il verde pubblico senza alcuna necessità nella maggior parte dei casi, hanno costretto alla chiusura moltissimi commercianti. Avevano detto che sarebbe finita nel 2022, ma ormai non ci credo più. Ora è venuto fuori che non ci saranno neppure le fermate di interscambio con le altre linee MM, bisognerà uscire dai tornelli se non addirittura dalla stazione, quindi disagi infiniti per tutti… Sono profondamente scoraggiata, non so come i signori che l’hanno sostenuta e strenuamente voluta definiscano tale situazione, per me è uno scempio totale!! Spero soltanto che finisca il più presto possibile, e ho la brutta sensazione che prima della conclusione ci saranno altre pessime sorprese ai danni dei cittadini: che solenne ingiustizia e spreco!

  2. Mi hanno detto dalla M blu come adesso si chiama chw in via molino le talpe arriveranmo in autunno. Sara’ vero? Intanto per il risarcimento del sottosuolo chiedono documenti di proprieta’ da un a societa’ di ..foggia?? Giusto per semplificare .Qualcuno ha gia fatto la procedura?.Beatrice

  3. Grazie per l’informazione sui problemi, ma grazie sopratutto per le proposte di intervento, prevenzione e mitigazione criticità
    Anche la fase di Astaldi è nota ma è giusto porla all’attenzione ,perchè sono certo che così facendo il senso di responsabilità sarà più forte.

  4. Orietta hai scattato la fotografia di uno stato di fatto che rileva delle criticità retaggio di una progettazione che come ben sappiamo è molto datata, criticità, alle quali nel tempo se ne sono aggiunte altre che hanno inciso sulla vita quotidiana di cittadini e commercianti residenti nelle zone interessate dall’opera.
    Ciò ha richiesto e richiede, uno sforzo di adattamento da parte di tutti al quale è però necessario affiancare un atteggiamento proattivo e partecipativo per sollecitare nuove soluzioni condivise dai residenti.
    A mio avviso è necessario che le associazioni presenti sul territorio si facciamo costantemente parte attiva per richiedere un dialogo costruttivo con M4.

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