Perché le statue a Milano rappresentano solo uomini? Dove sono finite le donne?

Milano

Oggi la donna è la protagonista delle manifestazioni, delle denunce, dei propositi. Tutti, con più o meno consapevolezza e convinzione, dicono basta alle violenze, alle sopraffazioni. Con quel rispetto per il genere femminile che dovrebbe essere naturale e sentito e inutilmente invocato dalle vittime di aggressioni. Ma nella storia che ripercorre la visione di un mondo egoisticamente maschilista, la donna costituiva un quasi accessorio indispensabile, ma non da valorizzare per le sue capacità intellettuali, comportamentali. Non meravigli quindi che un recente censimento di monumenti a Milano escluda la figura femminile. Una semplice e annosa dimenticanza? Forse gli uomini troppo spesso si sono attribuiti valori di eccellenza senza peraltro riconoscere la grandezza storica della donna. E la constatazione denuncia quanto nell’educazione dell’anima degli uomini esista una carenza di obiettività e di sensibilità.  Noi donne ci inchiniamo senza difficoltà davanti alle statue commemorative di Beccaria, Manzoni, Parini, Cattaneo, ai leggendari “signori” di Milano, perché non ci sono monumenti di alcuni delle figure femminili più importanti per Milano? Ad esempio: Beatrice d’Este, Cristina Trivulzio, Giuditta Pasta, Ada Negri, Lalla Romano,fino a Maria Callas. E ancora: Paola Litta Castiglioni, Giulia Beccaria, la madre del Manzoni; Adelaide Bono Cairoli. Eppure per chi visita la città per la prima volta è giusto che Milano possa essere letta anche attraverso la rappresentativa visiva della sua gloriosa Storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.