Mostra a Milano racconta il censimento degli ebrei nel 1938

Cultura e spettacolo

In occasione dell’80esimo anniversario delle Leggi antiebraiche, è stata inaugurata oggi alla Triennale di Milano la mostra “? ma poi, che cos’è un nome?” dedicata al censimento degli ebrei a Milano nell’agosto 1938. Realizzata nell’ambito delle iniziative di “Milano è memoria” del Comune del capoluogo lombardo, la mostra è promossa da Comune di Milano (Assessorato alla Trasformazione digitale e Servizi civici) e realizzata da Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec), in collaborazione con Università degli Studi di Milano e Fondazione memoriale della Shoah di Milano e grazie a Easynet, che ha fornito i dispositivi informatici. Allestita nell’atrio centrale del Palazzo della Triennale in forma di una monumentale installazione, la mostra racconta in modo originale le 10.591 biografie delle persone censite a Milano il 22 agosto 1938, private poi dei loro diritti di cittadini con i provvedimenti antiebraici del 17 novembre 1938. I “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”, infatti, misero gli ebrei al bando dalla vita pubblica del Paese imponendo il loro allontanamento dai posti di lavoro, dalle scuole, da qualsiasi ente, associazione o circolo, pubblico o privato, culturale o ricreativo e l’annullamento di ogni diritto acquisito fino alla cancellazione delle identità. L’esposizione è stata inaugurata oggi dall’assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici Roberta Cocco, insieme alla senatrice a vita Liliana Segre, il presidente di Triennale Stefano Boeri, il presidente di Fondazione Cdec, Giorgio Sacerdoti, e il prorettore dell’Università statale di Milano, Marilisa D’Amico.

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