Polmonite

Polmonite, contagi in lieve calo, continuano le indagini

Scienza e Salute

Insieme alle ATS coinvolte, stiamo facendo tutto il possibile per fare chiarezza. Dai risultati delle indagini fin qui eseguite mi sento di tranquillizzare tutti, i cittadini in primis, sul fatto che la curva epidemica appare in calo, il numero crescente di casi che stiamo fornendo rappresenta una fotografia dell’ultima settimana, frutto di indagini sempre più dettagliate“. Lo ha dichiarato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, riferendo in Consiglio Regionale in merito ai casi di polmoniti registrati a Brescia e nell’alto mantovano. L’assessore ha quindi ricostruito quanto successo negli ultimi giorni ricordando che, nel tardo pomeriggio di giovedì 6 settembre, il Dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria dell’ATS Brescia è stato allertato per un accesso in numero superiore a quello atteso in analogo periodo (a partire dal 2 settembre) al Pronto Soccorso di Montichiari di persone che presentavano un quadro di polmonite. È stata quindi immediatamente avviata un’indagine per identificare l’agente coinvolto e l’eventuale origine. “Da subito – ha spiegato – Gallera – stante i quadri clinici e di laboratorio, è stato escluso che si trattasse di un virus. Sono stati ricercati i possibili batteri interessati: legionella, pneumococco, coxiella, in quanto possibili agenti di polmoniti di comunità. In base ai dati disponibili alle 20 di ieri, lunedì 10 settembre, a partire dal 2 settembre sono stati registrati 235 accessi in Pronto Soccorso, il maggior numero nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7 mentre 196 persone sono attualmente ricoverate e 12 persone hanno rifiutato ricovero o sono già state dimesse. Si sono registrati 2 decessi (1 con diagnosi accertata di legionellosi) e sono stati confermati 12 casi di legionella (compreso il decesso). I casi clinicamente impegnati e ricoverati in reparti di terapia intensiva sono 9“.

I comuni maggiormente interessati dal contagio (almeno con 5 casi) sono: Carpenedolo, Montichiari, Asola, Remedello, Calvisano, Acquafredda, Desenzano, Isorella, Visano. Le conferme per legionellosi dei 12 casi, che si sono concentrate il 10/9 (fino a lunedì mattina i casi confermati erano 2), orientano ulteriormente l’indagine epidemiologica verso un cluster di legionellosi. “Prosegue pertanto la ricerca clinica sui singoli casi – ha continuato Gallera – per avere certezza dell’agente eziologico delle polmoniti nei ricoverati con l’attività delle ASST e le strutture di ricovero dei territori più coinvolti di ATS Brescia e ATS Valpadana (alto mantovano); e le azioni di emersione dei soggetti con quadri clinici di polmonite sia attraverso l’allerta ai Pronto soccorso che con la sensibilizzazione dei Medici di Medicina generale e di Continuità assistenziale“.

I soggetti interessati sono prevalentemente maschi (circa 70%), anziani o con patologie che comportano immunodepressione , e/o fattori di rischio quali il fumo. Si stanno raccogliendo anche eventuali caratteristiche comuni come la frequentazione di ambienti, sia lavorativi che di svago o di attività commerciale; la partecipazione ad eventi, che siano suggestivi di un momento temporalmente definito (dopo il 20 agosto stante i periodi incubazione della legionella) in cui sia avvenuta una esposizione capace di provocare la malattia in un momento di tempo limitato. A oggi non sono emersi evidenze significative in tal senso. “Sono in corso specifiche azioni volte a identificare la fonte e le modalità di trasmissione del batterio. Per quanto riguarda la rete di distribuzione dell’acqua potabile – ha aggiunto Gallera – sono stati convocati da subito i gestori degli impianti di distribuzione dell’acqua potabile per verificare eventuali interconnessioni delle reti tra i comuni: tale evenienza è stata esclusa. Sono comunque stati effettuati campionamenti alla rete idrica (più di 50 punti campionati) e presso le abitazione dei soggetti con diagnosi di legionellosi. Sono programmati campionamenti nelle torri di raffreddamento di insediamenti industriali della zona

Tutti i comuni interessati si trovano nei pressi del percorso del fiume Chiese: un’evidenza, unita al periodo di ‘secca’ dell’estate, ed alla presenza di derivazioni per irrigazione dei campi, che viene tenuta in considerazione, anche se non trova particolari riscontri in letteratura scientifica, per non escludere anche eventi insoliti. Con il supporto di ARPA si stanno incrociando i dati delle precipitazioni temporalesche e dei venti, con quelle della curva di incidenza dei casi, in attesa degli esiti dei campionamenti delle torri e delle irrigazioni. I sindaci, subito convocati dall’ATS di Brescia, sono stati supportati nel fornire comunicazioni alla popolazione, sottolineando che non vi sono motivi di restrizione dell’uso alimentare dell’acqua. Le ATS e le ASST interessate si sono da subito coordinate per efficientare gli interventi per individuare la causa, in stretto raccordo con l’UO Prevenzione della DG Welfare che ha anche garantito il continuo raccordo con Ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità.

Milano Post

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