Banditi in fuga a Rogoredo e sui tetti di Principe Eugenio. Tutti arrestati.

Cronaca

Erano appena passate le due di domenica notte quando una volante ha intimato l’alt a un uomo che camminava tra via San Dionigi e via dei Cinquecento per effettuare un controllo di routine, ma questi  alla vista degli Agenti si è dato alla fuga. Gli uomini della questura non si sono però dati per vinti e lo hanno inseguito raggiungendolo, questi però per nulla intenzionato a farsi catturare  ha aggredito i poliziotti, procurando una ferita alla mano a uno di loro che in seguito è stato curato al pronto soccorso. Dopo una breve colluttazione il malvivente è stato comunque bloccato ammanettato e identificato. Si tratta di un albanese quarantunenne già stato espulso in passato dall’Italia, che per questo non avrebbe dovuto essere a Milano. Per lui si sono aperte le porte del carcere di San Vittore.

Sempre domenica notte, una pattuglia dei Carabinieri impegnata nel controllo del territorio ha notato un ragazzo fermo con fare sospetto fuori dal condominio in via Principe Eugenio, al civico 26. Questi, appena li ha scorti ha gettato qualche cosa a terra, aumentando i loro sospetti, motivo per cui lo hanno fermato scoprendo che quello che aveva gettato era un guanto. Ritenendo lo avesse usato per non lasciare impronte durante un’effrazione e sono entrati nel palazzo per verificare, cogliendo sul fatto un secondo giovane topo d’appartamento che scendeva le scale con un borsone pieno di oggetti appena rubati in casa di una ragazza, in quel momento fuori per le vacanze. Un terzo componente della banda ha invece dato vita a una spericolata fuga sui tetti dei palazzi vicini e nonostante il coraggioso tentativo di un carabiniere di inseguirlo è riuscito a fare perdere le proprie tracce. I fermati sono due nomadi sedici e diciassette anni, entrambi nomadi residenti nel campo rom di Monte Bisbino, che sono stati rinchiusi al Beccaria con  l’accusa di furto aggravato in concorso. E’ stato in seguito accertato che il più grande doveva scontare anche un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per una pena di quattro mesi, sempre per furto in abitazione.

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