primavere arabe

Le primavere arabe e la questione sicurezza

Politica

Di Marco Cesareo – Con l’inizio della Primavera Araba , si da il via ad un nuovo scenario politico economico, che colpirà tutti gli Stati del Mediterraneo; numerose  proteste di ribellione colpiranno Tunisia, Egitto,Marocco, Giordania, le Monarchie del Golfo, Libia,Siria, Yemen.

Dal 2011 per l’Italia e per l’Europa tutta  sono cambiati diversi scenari, soprattutto, dal punto di vista della sicurezza, in quanto cellule dormienti  dell’Isis (gruppo politico militare islamico, insediato principalmente in Medio Oriente in Particolare in Siria e Iraq) sono transitate e transitano in Italia ed Europa.

Come ad esempio nell’attentato di Parigi nel 2015, sembrerebbe che un attentatore fosse passato  per la Grecia (porta per l’Europa), mentre tutti gli altri erano europei. Questo deve far accendere  dei riflettori sulla Sicurezza portuale ed aeroportuale e sull’attenzione che il personale della Sicurezza deve avere su tutti i passeggeri in transito.

Oppure in Italia quando l’uomo ucciso a Milano nel conflitto a fuoco con la polizia è Anis Amri il terrorista di Berlino.

Ecco perché l’allerta deve rimanere alta; non solo per coloro che vengono da altri paesi ma soprattutto  per eventuali cellule dormienti cresciute in Stati Europei .

Questi fenomeni  hanno portato a rivedere la convenzione di Schengen e le ragioni per cui la Francia ha alzato le misure di sicurezza rimettendo i controlli al confine; gli attacchi di Parigi del 13 novembre2015, preceduti, il 31 ottobre del 2015 , dall’attentato all’aereo di linea della compagnia russa Metrojet nell’area del Sinai, hanno rappresentato, una conferma della strategia offensiva di DAESH, la cui proiezione terroristica si accompagna all’autolegittimazione quale soggetto statuale dichiaratamente intenzionato a ridisegnare la geografia .

La massa di persone in movimento verso lo spazio comunitario, oltre a costituire un’emergenza di carattere umanitario, sanitario e di ordine pubblico, può presentare insidie sul piano della sicurezza..

Il flusso migratorio via mare si è confermato la componente più visibile del fenomeno migratorio irregolare in direzione dell’Italia: secondo i dati del Ministero dell’Interno nel corso del 2015 sono giunte (sbarcate/intercettate) 153.842 persone, cifra inferiore a quella registrata nel 2014 (170.100).

Vanno anche considerate le difficoltà che affrontano le organizzazioni criminali libiche nel reperire navigli in legno, in grado di trasportare un numero maggiore di migranti, e il conseguente ripiego su battelli pneumatici, che hanno una portata più limitata

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