Mercoledì tutti al mare gli onorevoli pochissimo facenti

Politica

Il Parlamento andrà in vacanza mercoledì prossimo e tornerà, dopo una pausa di un mese, il 9 settembre. Due mesi di governo, a far poco o niente, hanno stressato gli onorevoli e i senatori che, comunque, in molti sono già in barca dove brilla il sole di un ottimo stipendio e allegati privilegi. Il dl Dignità? Giudicato da molti indegno. Il taglio ai vitalizi? Un dejà vu che ha enfatizzato una bicchierata in piazza. L’attivismo di Salvini nel problema immigrazione è del singolo, della sua fermezza contro tutti e contro tutto.

 “E la vita l’è bela, l’è bela..” cantavano Cochi e Renato: basta avere l’ombrello giusto, quello che ti protegge dallo spread, dalla crisi economica, da un improvviso fallimento dell’azienda Stato. E così il governo del Cambiamento con la C maiuscola non cambia niente, anzi. Il dolce Fico non ha neppure fatto il calendario dei lavori di settembre, il Senato sì. Volevano aprire il Parlamento come una scatola di sardine per cancellare i privilegi e gli sprechi, ma la scatoletta è diventata una tonnara in cui ficcarsi dentro, fare a gomitate, bearsi dell’olio purissimo della convenienza. Però qualche segnale di memoria, per il bene del popolo, bisogna pur darlo. E allora si va in autobus con fotografo al traino una volta, poi la ragion di Stato obbliga a muoversi con la macchina blu. “Ma – deve aver pensato il bel Fico – perché non comprarne sei anche per gli amici diventati improvvisamente rappresentanti dello Stato?”

Perché le nomine sono state il lavoro più impegnativo degli ultimi mesi con tutti gli amici e parenti da premiare e che importa se hanno un profilo non idoneo o una preparazione insufficiente per il ruolo… Nella tonnara, ma sì, tutti possono entrare e i contributi, caro Fico, li paga lo Stato. Il grande cambiamento è tutto qui, per ora. E’ cambiato il colore dei birilli, ma anche questi prima o poi andranno a sbattere: troppa la presunzione, troppa faciloneria, troppi compromessi per vivere nella tonnara in pace. Fuori c’è già l’eco di qualche vaffan…

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