Bimba rapita, ma i buonisti sono contro censimento Rom

Cronaca

Tutti i buonisti contro il censimento Rom come se verificare chi abbiamo in casa fosse disdicevole e lesivo dell’onorabilità degli ospiti. Sala ne ha fatto l’oggetto di considerazioni un po’ schifate nei confronti di una opposizione definita ancora una volta razzista. Rimane incontrovertibile che i loro codici comportamentali spesso confliggano con la legalità vigente e con le regole di buon vicinato. La cronaca riferita da MilanoToday racconta una storia emersa in seguito a un’indagine coordinata dalla procura antimafia di Venezia, una storia che risale a un paio d’anni fa e ha visto protagonista una delle borseggiatrici che agivano tra Mestre e Venezia. Per un vecchio debito di gioco non pagato dall’ex marito, viene sequestrata in “pegno” la figlia di tre anni dai creditori con la minaccia: “Paga, o la uccidiamo”. Così la giovane madre nomade è stata costretta dai parenti dell’ex marito a procurarsi 10mila euro per riavere indietro la bambina “lavorando” per settimane come borseggiatrice. La bambina era tenuta in ostaggio a Milano, in chissà quale campo rom.

Mentre la stampa di oggi documentava il rifiuto del sindaco Sala di procedere con il censimento dei campi rom proposto da Forza Italia in Regione Lombardia, le vicende di cronaca hanno riportato sulla terra una sinistra sempre più lontana dalla realtà” afferma Gianluca Comazzi, capogruppo di Fi in Consiglio regionale, commentando la vicenda relativa alla bambina rapita.“Alla giunta di Palazzo Marino chiediamo di prendere atto della situazione di assoluta gravità. I cittadini sono stufi di questi luoghi dove legalità e sicurezza sono un optional (ricordiamo la sparatoria tra nomadi di qualche settimana fa), servono misure concrete per tutelare il benessere di tutti. Sala metta da parte l’approccio ideologico e recepisca le linee guida di Regione Lombardia”.

Olga Molinari

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