Più controlli nei parchi, ma i rave party non si fermano

Milano

Il rave party più che altro mandano in delirio i residenti che devono subire il martello di una musica ossessiva fino all’alba e ritrovare poi lattine, bottiglie di birra svuotate, sacchi stracolmi di spazzatura, una marea di fazzoletti e bicchieri, preservativi e conseguente odore sgradevole nei luoghi dell’evento. E che sia il Parco Lambro o il Monte Stella, poco cambia. I Centri sociali, promotori spesso di questi eventi illegali e non autorizzati, se ne fregano ampiamente delle convenzioni legali e civili di una comunità, soprattutto a Milano, dove dai tempi di Pisapia i rave party sono diventati un’abitudine. Negli ultimi due mesi con il caldo, aumenta l’attenzione della polizia locale su 277 aree verdi di Milano, a cui si aggiungono i grandi parchi. Dal I° maggio al I° luglio, gli 896 vigili impiegati su questo fronte hanno effettuato 6.442 controlli. Questi interventi hanno portato ad allontanare 1.665 persone, controllarne 377 e denunciarne quattro, oltre a un arresto. Le verifiche serali hanno registrato invece 331 interventi, con 152 persone allontanate e 132 controllate. Nel weekend, infine, più di 300 pattuglie si concentrano sui grandi parchi.

La notizia è positiva, ma il degrado sociale e ambientale purtroppo continua, soprattutto nei parchi.

Olga Molinari

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